(10/08/2013) IN VIAGGIO VERSO IL PAESE QUINTA PARTE Nelle rime di Mario De Capraris una storia d'amore e emigrazione di Mario De Capraris | ||
Vincenzo, emigrante, torna al paese con la moglie. E al cugino Ciccillo racconta racconta.
“A Sant'Angelo io feci lu battesimo. La prima comunione a lu medesimo. Sant'Antonio, però, non mi ricordo. San Rocco e San Nicola, son d'accordo, la chiesa dell'infanzia, sai, è rimasta nel cuore di ciascuno.” “Punto e basta” Ciccillo bisbigliò “quando è lucése riprendiamo il discorso sulle chiese.”
Era notte e decisero di spegnere la luce e il giorno dopo di riprendere.
“Su 'sto lato dormiva mammanonna.” “Su quest'altro fumava papanonno.” “E Gino tuo fratello?” “E' qui domani. Contento è di venir, non sta nei panni.” “Ricordo io e lui, una volta, sciette fore, dello zio in masseria, zona La Tora. La sera con la luna andiamo a corche. Al poco di chiaror vidi una corchia. Ci svegliammo il mattino e a zio Donato lui, Gino, disse mezzo addormentato: - Scusa zio, dimmi un po', ma dov'è il bagno? - Lo zio la porta aprì e indicò lo stagno: - C'è il campo o dietro là alla masseria. Come posto è il migliore che ci sia. - Salire sopra gli alberi, che gusto, specialmente su quelli d'alto fusto.”
Vincenzo alla mugliera, bendisposto: “Ti senti bene, cara, in questo posto? Rimarresti qui anche se perdi suonno?” “Beh, I like it. Il cibo è molto buono.” “Ma mangiata ti sei una mela sola.” “Ho capito comunque il food in tavola.”
Dormì poco Vincenzo nella notte. Ragazzo si sentiva nella grotta.
“Vicienzo, il paese hai mai dimenticato?” “Nel mio cuore lo sai che è sempre stato. Persino le contrade ho ricordèto: La Liscia, Serbaroli e Borgineto, Santu Pietro Ursitano, Ariarsa, Tora, Sant'Antuono, Le Fosse e poi Tofora.” “Vicienzo, tu partisti volentieri?” “Ciccillo, che ne sèje... Ije pundèje li pieri. Però se non partivo non mangiavo, anche se le radici mi tagliavo.”
(continua)
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