(07/07/2013)
ANTOLOGIA DI SCRITTORI SANTAGATESI : LE SPIGOLATRICI DI MONS. DONATO PAGANO ( 1875-1963 )


di Dora Donofrio Del Vecchio
Dipinto di Francois Millet-Glen
 Dipinto di Francois Millet-Glen


Curve vi vidi con un sacchetto sulle spalle e colle mani agili, cercanti la piccola spiga provvida, lasciata dalla falce generosa, concessa, per pietà, dall'avida macchina spigolatrice, o vecchierelle, o giovani affamate donne, che preferite l'arsura del sole estivo al fuoco della passione per un pane onesto, per una vita intemerata. Curve vi vidi, operose, instancabili, lentamente muovervi, ed il cuore sentì una forte stretta, e un'onda infuocata di fraterno affetto mi accese e mi fece esclamare: oh le formiche umane!... Vi vidi raddrizzate, contente del prezioso manipolo, tagliare il lungo stelo, deporre nel sacchetto le bionde spighe sudate e curve ancora ancora spigolare...

Vidi la fronte ingemmata di perle di sudore che gocciolavano sulla stoppia, cadevano sull'arsa terra, tributo di ringraziamento, compenso, ricambio del dono ricevuto, ed avrei voluto raccoglierle nella coppa del cuore mio per presentarle al Signore, ed avrei voluto mostrarle ai ricchi gaudenti, che non degnano di uno sguardo il povero, ed avrei voluto metterle sotto gli occhi di quanti inumanamente scacciano queste affamate per saziare pecore e porci, che a mandrie pascolano nelle stoppie e tolgono il pane ai miseri...

Vidi le spigolatrici arse, stanche, sfinite, cercare nella vasta solitudine infuocata, l'amica ombra di una bica, deporre il fardello del sacchetto, metter fuori dall'ampia tasca un pezzo di nero pane indurito e, bagnatolo con un po’ d'acqua, serbata in un piccolo recipiente, consumarlo con beata avidità. Pranzo succulento dell'operosa formica umana...

La stanchezza la vince, mastica lenta, chiude gli occhi, china il capo, il sonno domina... Si è scossa, è sorta in piedi, ha vuotato il sacchetto in un sacco, l'ha sospeso al collo, è tornata al lavoro la povera bestia umana...

Curva cerca, prende, insacca agile con rinnovata energia, instancabile, ché lo spettro dell'inverno e della fame, dello strozzino e del signorotto la spaventano, e cerca curva la formica umana, prende, insacca agile ed instancabile ed il lavoro difende e garantisce dignità ed onestà.

Il sole ha compassione di questa nobile creatura umana, mitiga l'ardore dei suoi raggi, bacia l'abbronzata fronte della preziosa lavoratrice, si nasconde in un immenso pulvischio d'oro dietro i monti, chiama la sera a custode della docile figlia della miseria, ed eccola, la spigolatrice, carica del sacco di spighe sul capo, svelta come in sul mattino, contenta del lavoro che le ha dato pane per l'inverno, eccola sulla via del ritorno a casa con le altre compagne, a gara tra loro chi porta il sacco più grosso e più lungo, chi sale l'erta del monte senza dimostrare stanchezza.

Mons. Donato Pagano 

(da D. Donofrio Del Vecchio, Antologia di scrittori santagatesi, di prossima pubblicazione).

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