Ha sollevato un polverone dilagante la notizia del programma di intercettazioni della Nsa (National Security Agency).
Le notizie sono di quelle che fanno accapponare la pelle. Con il primo scoop del 6 giugno, il giornale britannico Guardian ha reso noto un ordine segreto, che obbliga il gestore telefonico Verizon a comunicare numerose informazioni relative alle telefonate fatte e ricevute dai cittadini statunitensi. Si tratta dei c.d. metadati telefonici, cioè delle informazioni relative a durata della conversazione e su numeri di telefono in entrata e in uscita.
A distanza di 24 ore soltanto, il Washington Post pubblica un'altra notizia raccapricciante per la riservatezza dei nostri dati personali. Il programma in codice Prism è fatto per collezionare (direttamente da nove provider di servizi Internet) informazioni relative a video e audio chat, fotografie, e-mail, documenti e log di connessione.
I provider coinvolti sono: Microsoft, Yahoo!, Google, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, YouTube e Apple.
Dopo poche ore ancora, è venuto allo scoperto l’uomo che ha fatto tali rivelazioni. Un volto e un nome che le autorità governative statunitense non potranno più dimenticare. Edward Snowden, ex-analista della Cia, si è dovuto rifugiare a Hong Kong e ora chissà dove si nasconde, per sfuggire alla cattura da parte delle autorità inquirenti Usa.
Secondo la webzine Wired, Snowden è in possesso di una pen drive con migliaia di documenti top secret, scaricati dalla rete della Nsa (National Security Agency) delle Hawaii.
Gli investigatori sanno già quali siano i file scaricati. Questo è quanto rivela una fonte che vuole restare anonima.
La faccenda del progetto Prism ha risvolti non solo governativi, ma sociali, in quanto coinvolge i dati di milioni di persone alla cui insaputa sono state trattate informazioni personali.
Come nei più classici thriller di spionaggio, dal punto di vista politico, poi, la vicenda ha serie ripercussioni anche sulla integrità e sulla serietà delle attività svolte dalla Nsa. Il compito di quadrare il cerchio è affidato a Barack Obama, che parlerà di Prism al prossimo G8.
Il vaso di Pandora è stato già aperto e arrivano notizie dai diretti interessati.
Le informazioni che arrivano alla spicciolata sul progetto Prism coinvolgono davvero tutti i big del settore Ict. Microsoft ha già detto che sono circa 7mila le richieste governative su circa 32mila account negli ultimi sei mesi.
Apple ha appena rivelato di aver ricevuto un numero di 4-5mila richieste di dati degli utenti da parte del Governo Usa. Gli account di riferimento sono stati 9-10mila. Il periodo di riferimento è stato dal 1 dicembre 2012 al 31 maggio 2013.
Apple fa notare, comunque, che non è stato dato alle autorità governative un accesso diretto ai propri server. Dunque, la casa della Mela ha agito facendo attente valutazioni, anche legali ovviamente, su ciascuna richiesta governativa.
Difficilmente la situazione si risolverà a breve, poiché sono troppe le implicazioni e i soggetti coinvolti. Sicuramente Snowden ha messo in luce una realtà che molti immaginavano soltanto. Torna alla ribalta il mistero di Echelon. Gli Usa hanno sempre avuto il vizietto dello spionaggio delle comunicazioni su scala globale e con tutti gli strumenti tecnologici a disposizione. Dagli anni Novanta a oggi, sicuramente le potenzialità tecnologiche degli esperti Usa sono cresciute talmente tanto da dover far preoccupare chiunque utilizzi una rete informatica o telematica.
Gerardo Antonio Cavaliere ga.cavaliere@studiocelentano.it