(02/06/2013) IN VIAGGIO VERSO IL PAESE PARTE TERZA di Mario De Capraris | ||
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Vincenzo, vissuto sempre in Australia, torna in Italia e, dopo aver ceduto alla commozione di rivedere il suo paese e alla nostalgia per tutto il tempo che ci è mancato, va a stare a casa del cugino Ciccillo. Interessato a ciò che ha lasciato, torna a discutere col cugino del mondo paesano cui si sente fortemente legato, proprio come farebbe chi torna a casa e riprende possesso di ciò che è suo. IN VIAGGIO VERSO IL PAESE – parte terza In casa del cugin girò guardando, ogni cosa commosso ricordando.
“Ehi, che foto su questa cunuletta! Zio Narduccio che è insieme a zia Andunetta.” “E' uno scatto che ho avuto per fortuna. Papà e mamma nell'anno Cinquantuno.” “E il bambino nel mezzo della foto?” “Guarda ben, non ti pare un viso noto?” “Ciccì, sei tu il bambino! Non mi dire!” “Sono io quando tenevo li capirre.”
Vincenzo, che non era preparato, ai presenti poi disse un po' impacciato: “Qui, ovunque guardi, il posto è dolce e bello. Beati voi che c'avete il vostro ostello. Se ci penso: i meglio anni in Australìa... che mi son perso nella vita mia. Mia moglie, lo vedete, è trasformata. Mi sembra qui non io, ma è lei che è nata. 'Na cosa dirvi vo', e non ho bevuto, voi siete la famiglia che ho mai avuto. Perchè son sì giocondo? È perchè in questo mondo puoi cercare a star bene dove vuoi, ma a un sol posto ci riesci: ai paesi tuoi.”
Quindi insieme impugnaron la forchetta e con foga attaccaron la spasetta. “Uagliù, re lu père 'mpond lu riscetone, è arrevète, mo' proprj, nu maccarone.”
Ciccillo: “Ma, Veciè, vedi tua moglie. Scusa, Katy, la pasta, non hai voglia?” “No, ingrassa. Non ne mangio. Have you a little apple?” “Che ha detto? Che lei tène re mmène àpele?” “Ma no. Ha chiesto una mela, la cognata.” “Come fa a mantenersi una giornata?”
Chiacchierarono dopo a più non posso e spesso si parlarono anche addosso. (continua) | ||