(14/04/2013) LA DEVOZIONE DEI SANTAGATESI PER LA MADONNINA DEL CARMINE AL PONTE di Gino Magnisio | ||
![]() | ![]() Carmela Granato sorella del benefattore Francesco Granato | |
Il Mistero o meglio, l’incredibile di questa storiella, è che, dopo svariate ricerche, scopro che in qualche modo mi appartiene, cioè proprio un mio parente è stato l’artefice di tutto. Da molto tempo io ero attratto da quella nicchia posta ai piedi del nostro paese perché isolata e un po’ dimenticata, in una zona denominata “il ponte” dai Santagatesi. Siamo tra il 1954/1955 quando, un agricoltore Santagatese di nome Granato Francesco fu Antonio, decise di fare un omaggio alla Madonna. Egli era molto devoto della Madonna del Carmine e non mancava occasione di recarsi al monte Crispignano di Accadia, soprattutto nel mese di Luglio (il sedici), quando si festeggiava la Santa. Man mano che facevo domande in giro per sapere più notizie in merito, mi tornavano alla mente le parole di mia nonna Granato Carmela, quando ero bambino: ”Ricordati della Madonna che fu messa dalla nostra famiglia”. Nonna Carmela è morta all’età di 104 anni e molti la ricordano ancora in paese. Donna dal carattere forte e molto saggia. Era per noi la “quercia” forte della famiglia, molto religiosa. Beh…Granato Francesco era il fratello di mia nonna. Così pian piano ricordai la storiella di mia nonna quando mi diceva che la Madonna era entrata in sogno al fratello Francesco e gli aveva lasciato un messaggio che lui aspettava da qualche tempo. Dopo quel sogno, Granato Francesco decise a tutti i costi, di venerare la Madonna con una statua e collocarla in paese. Tanto era deciso nella sua realizzazione che fece fiamme e fuoco presso il Comune per avere un posto dove collocarla. Inoltre, affrontò da solo la spesa per la statua, risparmiando con il sudore del suo lavoro, per spendere la somma di 350 mila lire. A quei tempi era una bella somma… Così, l’1 gennaio 1956, qualcuno ricorda che c’èra tanta neve, fu inaugurata la messa in opera della Madonnina al ponte. La piccola luce che illumina la Madonnina all’interno, col tempo e con la morte dei coniugi Granato, si spense, ma fortunatamente i vicini abitanti ottennero dall’Amministrazione Comunale, l’autorizzazione a illuminare la statua attingendo corrente elettrica dal lampione vicino che illumina la strada. Mia nonna Carmela non c’è più ma un parente da cui ho attinto alcune notizie è vivente nel nostro paese: Antonio Granato, per tutti “Anteniucce Ciucuriedde”, il padre di Agatina negoziante generi alimentari alla Portanuova. Beh…sappiate che Granato Francesco era il padre di Anteniucce. Lui stesso mi ha autorizzato a scrivere quest’articolo e prendermi cura della statuetta di famiglia. Ora la chiave per aprire la nicchia di vetro è custodita da una signora di fiducia che abita poco distante. Spesso è stata pulita e sono stati collocati fiori e piante vicino alla Madonna, ma ultimamente la serratura vecchia si è arrugginita e ha bloccato l’apertura. In questi giorni, con l’intervento di un fabbro, cambieremo la serratura e così possiamo accedere all’interno della campana di vetro ogni qual volta bisognerà pulirla o cambiare la lampadina fulminata. 14 aprile 2013 Gino Magnisio | ||