(13/02/2013)
VENTUN'ORA AL MIO PAESE


di Filomena Marchese
Campanone Chiesa S.Nicola ph Maurix Pietrocola
 Campanone Chiesa S.Nicola ph Maurix Pietrocola


Padre Giuseppe Leo
 Padre Giuseppe Leo


Al mio paese, Sant’Agata di Puglia (Foggia), ogni pomeriggio,

verso le tre, il campanone della Chiesa Madre

batte 33 rintocchi in memoria della morte di Gesù:

la gente si segna e, in silenzio recita il credo.

Ho raccolto questa pia usanza nei seguenti versi,

che dedico ai miei concittadini, a testimonianza della loro

fede, ad esempio per gli altri.

Lenti, solenni,

trentatre rintocchi

rompono l’aria:

sanno di mistero!

Ai primi tocchi,

si cheta il chiacchierio delle comari

a sferruzzare intente,

ferma la nonna

con sommessa voce

l’allegro trastullar del nipotino.

Scoprono i vecchi il capo

e il religioso

grande silenzio

sol dal bronzo inciso,

tutti devotamente

si segnano di croce.

- Nonna, perché?

- È l’ora del Signore:

a ventun’ora

morì per noi Gesù

sul legno della croce!

Or, segnati anche tu,

eleva al cielo la mente

e insieme a me ripeti:

"Io credo in Dio, Padre onnipotente…"!

E il campanone batte lentamente…:

voce d’amor portato alla follia,

batti e tonfi,

in eco amplificata, dell’estremo

gocciante al suol in pozza,

redentore sangue divino…

Dolce, la grazia

stilla in ogni cuore…

L’ultimo tocco… poi:

l’onde sonore perdensi,

intrecciate in suadente angelica armonia,

per l’infinito…

l’etra, d’intorno, ricomposta, tace…

e, in estasi rapito,

il cuor affonda in sovrumana pace!

Roma, 19 marzo 1977

P. Giuseppe Leo

(Filomena Marchese, a cura di)