(11/02/2013)
IL NONNO IL NIPOTINO E LA LINGUA INGLESE


di Mario De Capraris

(Il nonno sta cucinando mentre il nipotino è seduto al tavolo)

-         Nonno, a quanto vedo, sai anche cucinare.

-         Diciamo che me la cavo. E poi, oggi sei mio ospite. Devo fare bella figura.

Se no tua madre mi dice le parole. A che ora vai a lezione di inglese?

-         At two post meridian, alle due.

-         Beh, allora abbiamo ancora tempo. Come preferisci la pasta, al dente o tenera?

-         Come piace a te, nonno.

-         Stai guardando l’orologio. Non ti preoccupare, adesso facciamo subito, mangiamo e ti accompagno a scuola.

-         School.

-         Devo scolare? Ma la pasta non è ancora fatta.

-         No, dicevo school, scuola.

-         Eh, questa cucina è tutta sporca. Devo scopare. Senti, caro, per piacere passami quel mestolo.

-         Scoop.

-         Eh, certo che devo scopare. E’ sporco.

-         No, scoop, mestolo. Nonno, vedo che tu, in quanto ad inglese, sei un po’ scarsetto.

-         Che cosa? L’inglese? Guarda che l’inglese per tuo nonno è come una bevuta di birra. L’inglese è facilissimo.

      (Si mettono a tavola e incominciano a mangiare)

Insomma, poco fa ti raccontavo dei miei amici: c’è uno che quando incomincia a parlare non la finisce più. E’ talmente bravo con la parola ……

-         Speech.

-         Sì, mi spiccio, faccio in fretta.

-         Speech, parola.

-         Ah. Un altro amico è Cenzino. Non so se te l’ho mai presentato……cammina un po’ curvo … come se volesse raccogliere qualcosa …..

-         Stooping.

-         Beh, a volte gli piace fare lo stupido.

-         No, dicevo incurvato, stooping.

-         Poi c’è Carlo, che è come un bambino…..

-         Baby boy.

-         L’hai sentito parlare? Effettivamente balbetta un poco.

-         Ho detto baby boy, bambino.

-         Ah. E’ uno fissato con la montagna, la neve, il freddo. D’inverno sarebbe capace di andare nudo….

-         Bare...

-         E’ di Bari? Mi pare di no.

-         Bare, nudo, scoperto. Forse, nonno, è meglio che non parlo per niente in inglese, vedo che non mi capisci.

-         Io non ti capisco? Guarda che l’inglese per tuo nonno è come fosse italiano.

Parla pure inglese, così ti eserciti. Non ti preoccupare per me, che io conosco tutte le lingue del mondo. Figurati se non conosco l’inglese.

-         E quali altri amici hai, nonno?

-         Eh, ne avevo uno carissimo, al quale ero molto affezionato, ma morì….

-         Cheese?

-         No, non morì ucciso. Morì di morte naturale.

-         Ho detto cheese. Ti ho chiesto se volevi del formaggio.

-         Ah, no, grazie.

-         Sai, nonno, mi piaci quando mi racconti dei tuoi amici. Io starei sempre ad ascoltarti. Tu sei veramente strong.

-         Beh, spero di non esserlo.

-         Cosa hai capito? Ho detto che sei forte, strong. E poi tu sei honest e transparent, onesto e trasparente, chiaro come l’acqua. Sei come water.

-         Eeeeh, addirittura.

-         Acqua, water.

-         Beh, figliolo, adesso ti accompagno. Tua madre ha detto che per i prossimi giorni è libera da impegni, perciò ci puo’ pensare lei a portarti a scuola. Io quasi quasi  vorrei proprio partire.

-         Vuoi partire? Why?

-         Eh, proprio così, per guai. Come fai a saperlo?

-         Dicevo why, perché?

-         Eh, perché. Te l’ho detto: per guai. Devo andare in un centro medico, a Bologna. Mi devo fare delle analisi.

-         When would you like to leave?

-         Senti, figliolo, finchè si tratta di una parola in inglese, ti capisco perfettamente. Ma se ti metti a fare tutto un ragionamento, mi dispiace, ma non riesco più a seguirti.