(26/01/2013)
URBANIZZAZIONE, QUALE FUTURO ?


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Solo quando le notizie di cronaca, attraverso i mezzi di comunicazione, giungono alla nostra attenzione, riflettiamo sulle conseguenze negative dell’alta concentrazione di persone nelle nostre città con insormontabili problemi d’igiene, di approvvigionamento idrico e alimentare, di sicurezza civile, di traffico e pianificazione dei servizi.

L’espansione senza precedenti delle città è stata senza dubbio uno dei fenomeni più rilevanti del secondo dopoguerra in Italia. Una popolazione crescente si è andata concentrando all’interno degli ambiti urbani, dilatandone a dismisura gli spazi e premendo con un’enorme domanda di nuove case, scuole, servizi. A tale addensamento demografico in zone delimitate ha corrisposto, spesso, l’abbandono di antiche aree d’insediamento, come le colline e le montagne. Così la nostra società dell’inquinamento acustico - visivo e della cementificazione, perché si continua a espandere il perimetro delle città, coprendo con il cemento zone sempre più vaste di terreno tolte all’ambiente naturale con tutti i danni che ne conseguono, si allontana dalla cultura della sobrietà, dello sviluppo sostenibile e dell’ecologia anche visiva.

Nel mondo vi sono numerosi esempi concreti di esplosione urbana come Città del Messico, la cui popolazione è cresciuta così rapidamente nell’arco di pochi decenni da formare l’agglomerazione urbana più grande del mondo e diventare nel 2000 con i suoi trenta milioni di abitanti, il simbolo negativo del gigantismo urbano. La centralizzazione di tutte le attività del paese, le quali creano una forte attrazione per la popolazione dell’interno, ha provocato la prolificazione di bidonville e una crescita caotica dell’edilizia.

Secondo le statistiche più recenti, nel mondo ci sono almeno ventuno metropoli con una popolazione che varia dai sette ai venticinque milioni di abitanti: Tokio, New York e Los Angeles appartengono ai paesi ad alto reddito. La cosiddetta megalopoli atlantica, che va da Boston a Washington, è l’insieme delle città sulla costa nordorientale degli Stati Uniti.

Come già è avvenuto in Europa, anche nei paesi in via di sviluppo la crescita della popolazione urbana è la conseguenza di un afflusso continuo di popolazione rurale. In questi paesi per il futuro si prospetta un problema di gigantismo urbano, tanto da prevedere che per il 2025 le metropoli con più di cinque milioni di abitanti saranno novantatré, di cui ben ottantuno in Asia, in Africa e nell’America latina.

Già le grandi città latino-americane o africane sono spesso aree di consumo e di lavoro poco produttivo, che pesano sullo sviluppo complessivo della società. Molti loro abitanti vivono in estese periferie malsane e super affollate e, se nel futuro non porranno un freno alla loro crescita, andranno incontro a insormontabili difficoltà.