(23/01/2013)
TESTI PER IL CALENDARIO 2013 EDITO DAL COMUNE DI SANT'AGATA DI PUGLIA
Il filo della memoria a cura della professoressa Dora Donofrio Del Vecchio

di Dora Donofrio Del Vecchio

 

D. Donofrio Del Vecchio

Testi per il calendario 2013 edito dal Comune di Sant’Agata di Puglia

Gabriellino D’Annunzio in pretura a Sant’Agata di Puglia

Gabriele Maria D’annunzio, chiamato Gabriellino,  figlio del noto poeta Gabriele e di Maria Hardouin dei duchi di Gallese,   cacciava nel bosco di Rocchetta S. Antonio. S’imbattè in un signore che si presentò come “principe Orsini”, il quale lo accusò di aver violato la sua proprietà.  Il D’Annunzio accusò il principe di abuso di titolo. La causa tra i due si discusse nella procura di Sant’Agata e molti santagatesi andarono ad assistere. Il legale dell’Orsini fu lo stesso che difese Totò dall’accusa di abuso del titolo nobiliare di principe De Curtis. 

Monumenti santagatesi realizzati da famosi artisti

La tomba di Lorenzo Agnelli. Nel 1904 moriva il sacerdote Lorenzo Agnelli, educatore, studioso, storico, che nel 1892 si era fatta costruire la tomba nel cimitero di Sant’Agata su progetto del prof. Nicola Battelli di Pietrasanta presso Carrara (costò lire 128,40). Il nipote L. Agnelli la fece ingrandire nel 1918 e arricchire di tre  busti in bronzo rappresentanti il sacerdote, il padre (Giuseppe Agnelli) ed il nipote (Saverio Agnelli) opera dello scultore Giuseppe Maria Sartorio (Bocciolieto 1854-M. Tirreno 1922).

Del busto di L. Agnelli dallo scultore fu fatta copia in gesso che la famiglia donò al Comune di Sant’Agata, e che il Comune destinò alla Biblioteca comunale intitolata all’illustre  studioso. 

La tomba del sen. Francesco Giuseppe Danza.

Su progetto dell’ingegnere Dante Bardi, capo ufficio del Genio civile di Foggia, cui furono affidati i lavori di ricostruzione della Chiesa di S. Michele Arcangelo crollata per il terremoto del 1930,  fu costruita la tomba del senatore del Regno d’Italia Francesco Giuseppe Danza, deceduto nel 1938. Lo sovrasta una preziosa statua in bronzo raffigurante la Giustizia seduta, opera dello scultore Vincenzo Puchetti di Campobasso. 

Il busto in bronzo del canonico prof. Francesco Fredella

È del famoso Filippo Antonio Cifariello di Molfetta il busto in bronzo del canonico prof. Francesco Fredella  (Piazzetta S. Antonio-Sant’Agata di Puglia), deceduto nel 1921, oratore molto noto, fondatore di ospizi per orfani e figli di richiamati nella guerra del 1915-18 (per cui fu decorato con la Croce di cavaliere  della Corona d’Italia). Inaugurato nel 1926, compresi i lavori in muratura (eseguiti da Antonio Durante, quelli in pietra da Zanzonico Nicola e Luciano), venne a costare oltre 3500 lire, ed alla spesa contribuirono i santagatesi emigrati negli Stati Uniti, il Comune con lire 1795, il popolo con lire 878, 35.

 Il passaggio del re Vittorio Emanuele III 

Il terribile terremoto che si verificò nella notte del 23 luglio 1930, portò morte e distruzione nella zona del Vulture, ove si registrò l’epicentro, ed in molte località dell’Irpinia e della Capitanata. Il re Vittorio Emanuele III volle di persona verificare i danni e portare conforto alle popolazioni colpite dal sisma. Nel suo viaggio attraversò la strada del monte della Croce di Sant’Agata di Puglia, passò per il Ponte dell’Annunziata presso il Convento di S. Antonio e, diretto ad Accadia, proseguì passando davanti al Mulino e Pastificio Fratelli Fredella. Viaggiava in una macchina scoperta. Dal Ponte dell’Annunziata e per tutta la strada fino alla Chiesa della Madonna dell’Arco, in piedi nella macchina che andava a passo d’uomo, salutò numeroso popolo che fece ala al suo passaggio. 

Il Regolamento d’igiene e d’ornato del 1928 

Attenzione all’ambiente ed all’aspetto paesaggistico di Sant’Agata di Puglia si registrò particolarmente durante il Ventennio fascista, quando venne ampliata la Piazza XX Settembre e migliorata la percorribilità delle strade rurali ed interne. Molte di queste vennero pavimentate, illuminate con lampade ad arco lungo, corredate di ringhiere. Furono costruiti muraglioni di contenimento, si piantarono migliaia di alberi di acacie, oleandri, olivastri, olmi, lauri sui fianchi della montagna su cui sorge il paese. Il podestà Donato Barbato nel 1928 intervenne per l’igiene pubblica e la nettezza urbana con il Regolamento d’igiene e d’ornato, che costrinse a costruire fuori del paese porcili (jusìrre) per animali domestici, come galline, capre e maiali, che prima rimanevano nelle strade con gravi danni per la salute. Il pubblico mattatoio fu impiantato nei locali del convento di S. Carlo, e istituito il servizio trasporto carni in carro coperto, contro l’abitudine di macellare animali in casa o nelle strade. Le macellerie dovevano essere separate dalle abitazioni. Fu fatta ingiunzione agli abitanti di tenere il tratto di strada prospiciente la propria abitazione sempre pulito, con il divieto di stendere biancheria per le strade, di ostruire le stesse con materiale ingombrante, di gettare per la strada acqua o spazzatura. Fu istituito un pubblico mercato per la vendita dei prodotti importati per evitare lo sconcio della sosta di traini e muli e l’esposizione della merce nella pubblica piazza. I cani dovevano avere la museruola e per i randagi fu aperto un canile.

Il Regolamento poneva freno agli abusi edilizi ed alle appropriazioni indebite del demanio comunale. Non si poteva più porre mano ai lavori di muratura senza l’approvazione del progetto ed il relativo nulla osta.

Per tutelare il patrimonio boschivo fu eseguita la numerazione e stima di tutti gli alberi di dote dei boschi comunali Coste Lavanghe e Cesine.

Nel 1931 arrivò l’acqua a Sant’Agata e, con essa, igiene e civiltà. 

La Casa del S. Cuore di Gesù 

Mosso a pietà dalle condizioni di miseria ed abbandono in cui vivevano tanti anziani e bambini, monsignor D. Pagano, il 30 novembre 1918, avviava la costruzione della “Casa del Sacro Cuore di Gesù” in Sant’Agata di Puglia. Aveva solo 500 lire e promesse di contributi. La Provvidenza gli venne incontro, e l’8 maggio 1924 s’inaugurava la “Casa” con le istituzioni che la componevano: Asilo infantile, Ospedale maschile e femminile, Asilo di mendicità e ricovero per anziani, Orfanotrofio femminile, Laboratorio femminile. A completamento si aggiunse il Teatro, nel 1927 il periodico “Raggi di carità”, nel 1934 la Tipografia.

Eretta in ente morale il 15 ottobre 1931, dal 1978 istituto pubblico di assistenza e beneficenza (Ipab), diventa Fondazione nel 2008 con l’obiettivo di erogare assistenza e cura delle persone anziane attraverso servizi residenziali, semiresidenziali, domiciliari; assistenza socio-riabilitativa e socio-residenziale denominata protetta o socio-sanitaria.

Vanto ed orgoglio dei santagatesi, del cui patrimonio storico, spirituale ed affettivo è parte, la “Casa” continua ad operare conformemente al progetto che la vide sorgere, costituendo la residenza ideale per anziani e bisognosi di cure e collocandosi fra le migliori case di assistenza esistenti in Puglia per la salubrità del clima, l’amenità del sito, la qualità e l’efficienza dei servizi e delle strutture. 

L’acquedotto a Sant’Agata di Puglia 

L’annosa questione dell’acquedotto a Sant’Agata di Puglia nacque nel 1886, si riaccese nel 1889, esplose nel 1911 anno in cui con la legge del 29 giugno si concedevano mutui agevolati ai comuni per realizzare le condutture idriche. L’amministrazione comunale santagatese diede all’ing. Giulio Melisurgo l’incarico di trattare l’acquisto della sorgente dell’Acquatorta nel territorio del Comune di Accadia che, in cambio, chiedeva di estendere i propri confini fin sotto al cimitero di Sant’Agata. Ma passarono molti altri anni per la realizzazione dell’acquedotto, perché fu con il decreto del ministero dei lavori pubblici del 7 maggio 1929 che il Comune di Sant’Agata ottenne la concessione della sorgente, grazie all’interessamento del santagatese senatore Francesco Giuseppe Danza. Era podestà Samuele Danza. L’11 novembre 1931 sii festeggiò l’inaugurazione della fontana di S. Giovanni prossima al paese e il 3 ottobre 1934 l’acqua finalmente arrivò nelle case. S’impiantarono numerosi fontanini nelle strade. Direttore tecnico dei lavori fu il geometra Luigi Leo, la ditta assuntrice fu quella di Ascanio Barbato. Contemporaneamente si progettò e costruì la fognatura. 

Le Associazioni Santagatesi 

La lontananza dal paese natio ha consolidato i rapporti di amicizia e di solidarietà tra i santagatesi residenti in altre città ove essi hanno dato vita a sodalizi ed a lodevoli iniziative di alto valore socio-culturale.

Già negli anni Venti del secolo scorso i santagatesi residenti negli Stati Uniti d’America istituirono la “Società di mutuo soccorso Sant’Agata di Puglia” a Brooklyn (1921); il 3 aprile 1925 a Newark; nel 1928 nel Bronx. E nel 1936 si associarono le donne santagatesi di Newark.

I sodalizi dei santagatesi in Italia sono stati istituiti dal 1968 in poi. L’ultimo è quello istituito dai santagatesi residenti a Foggia i quali numerosi si ritrovano ed animano gli incontri, pur vivendo poco distanti dal paese d’origine. 

L’Associazione Romana Santagatesi -

Nel 1968 fu istituita in Roma l’Associazione Romana Santagatesi (ARS) con sede in Via della Giuliana, 83/A, che raggruppò 95 famiglie. Nel 1969 l’ARS diede vita al periodico “Incontro”, di cui fu direttore Gino Marchitelli e che raccolse le adesioni di un nutrito numero di professionisti, artisti, funzionari, scrittori, poeti. L’ARS ha dato impulso a numerose altre attività culturali e sociali, ed ha istituito borse di studio per i figli meritevoli dei soci.   A suggellare il forte legame con il luogo d’origine, il I novembre 1981 a Sant’Agata scoprì un bassorilievo in bronzo su travertino, opera del prof. Tamassy di Roma, posto su una parete del portico del Municipio, con la scritta: CIVES ROMANI PATRIAE SANCTAE AGATHAE MEMORES POSUERUNT  - ASSOCIAZIONE ROMANA SANTAGATESI MCMLXXXI. 

Associazione Santagatesi Torino -

Il I aprile 1974 sorgeva a Torino l’Associazione Santagatesi (AST), con sede a Torino, Via Lombriasco, 24. Essa riuniva 190 famiglie. L’Associazione ha messo in atto numerosissime attività socio-culturali-ricreative, dalla presentazione di libri e convegni a mostre di pittura ed a tornei internazionali di calcio ed incontri conviviali, portando all’attenzione anche delle istituzioni torinesi il ricco patrimonio culturale ed umano della terra d’origine. Ha tenuto vivo il rapporto con Sant’Agata, valorizzandone storia, personaggi, aspetti folkloristici e religiosi, come la processione del Venerdì Santo.  Ha istituito il premio “Solidarietà e Sviluppo” e pubblicato il volume Associazionismo perché, ed. Pentarco, Torino 1984 e, per la mostra de “I promessi Sposi” di Enzo Liberti, il relativo catalogo nel 1990. 

L’Associazione Santagatesi Lombarda -

Nel 1977 sorse l’Associazione Santagatesi Lombarda (ASL), con sede a Lambiate (MI), Via N. Bonaparte, 9. Essa raggruppava 170 famiglie. L’ASL ha importato a Lambiate il culto della protettrice S. Agata, facendone realizzare la statua dall’artista Enzo Liberti e dedicandoLe una grande festa con processione, luminarie, musica, fuochi d’artificio e la distribuzione dei seni benedetti.

Ha istituito la Sagra delle orecchiette, organizzato mostre di artigianato santagatese, serate musicali e danzanti, rappresentazioni teatrali, feste per carnevale, fine anno, attività sportive, gite sociali, la maratona Stramombello, l’albero della cuccagna. Il volume di E. Liberti, L’Associazione dei santagatesi è lombarda da dieci anni ne documenta iniziative, attività, progetti. 

La tipografia “Casa del S. Cuore di Gesù” 

Nel 1934 in Sant’Agata di Puglia fu impiantata la tipografia “Casa del S. Cuore di Gesù” da mons. Donato Pagano, presso la Casa del S. Cuore da lui fondata. Alla sua istituzione contribuì Alberto Laterza, figlio di Giuseppe, il fondatore della nota casa editrice di Bari e fratello di Matteo, che aveva sposato la santagatese Maria Iuspa.

La tipografia, che si affermò subito per la qualità dei lavori e l’alto livello tecnico del direttore Rocco Cela, ebbe uno sviluppo sorprendente ed un bilancio sempre attivo  anche in tempo di guerra, quando mancava la carta. Pubblicò libri, riviste, periodici; stampava per Comuni, enti, associazioni, uffici diocesani, ordini religiosi, confraternite, comitati di feste patronali, scuole private e pubbliche, per famiglie. Eseguiva eleganti rilegature in tela ed in pelle. Alla tipografia si aggiunse la cartoleria e la libreria. La cartoleria era fornita di materiale da cancelleria che si vendeva agli uffici, alle scuole, ai Comuni, ai privati. La libreria forniva alle scuole elementari e medie, ed agli studenti delle scuole superiori testi scolastici di numerose case editrici. Venivano commissionati lavori da varie città dell’Italia meridionale, ma soprattutto dai paesi della provincia di Foggia, dell’Irpinia, del Barese, del Materano. La tipografia si chiuse nel 1977. Fu un’istituzione importante per la “Casa” e per Sant’Agata, e tanti benefici economici portò per oltre un quarantennio all’opera pia e diede tanto lustro al paese.