(12/01/2013)
IL BRIGANTE GENTILUOMO " PEPPE SCHIAVONE "


di Anna Rosati

IL BRIGANTE GENTILUOMO “PEPPE SCHIAVONE” 

di Anna Rosati 

Ei fu ( non Napoleone ) in parte la causa della fine della ricchezza della nostra famiglia.

Il nostro bisavolo, Domenico Rosati, unico maschio con sei sorelle che portarono in dote 1000

ducati per ognuna e sposarono: una  Cerchione medico di Rocchetta, una un medico di

Lacedonia, una il medico Contillo, una il giudice Pennelli di Candela, un'altra Corrado di

Deliceto, pezzo grosso al Ministero.

Tutte vantavano oltre la dote, la bellezza.

Solo una, la più bella, dicevano, nacque menomata ( oggi si direbbe con una lussazione

congenita ) e sposò Di Gennaro di Sant'Agata, una pessima persona.

Consideriamo tutto questo un inciso e torniamo a  Schiavone  la cui moglie, Anna Pennacchia,

era una brigantessa e con stivali e fucile a tracolla girava con il marito ed il suo seguito.

Essendo rimasta incinta doveva fermarsi  non potendo più girare a cavallo di notte e

nascondersi, di  giorno, nei boschi di Rocchetta o Serbarolo per cui Peppe Schiavone chiese

asilo al mio antenato per tenerla nascosta, nella tenuta di Santopietro sotto Rocchetta, offrendo

 un più che allettante compenso, ma questi  si rifiutò.

La mattina dopo ecco l'avvisaglia, infatti, quando le vacche uscirono al pascolo,furono falciate

tutte.

Domenico Rosati si indignò, si irritò di più e tenne fermo il rifiuto.

Fu allora che i briganti diedero fuoco a Santopietro distruggendo anche l'oliveto.

La cosa si ripeté qualche anno dopo per Santulinzo (S. Lorenzo)  per la stessa richiesta, con lo

stesso rifiuto.

Però questa volta essendo S. Lorenzo la tenuta di caccia perché vicina al bosco di Serbaroli

dove spesso i miei avi si intrattenevano con gli amici essendo la casina  dotata di biliardo e di

 una ricca biblioteca in quanto la moglie di Domenico, nobil donna proveniente da una Casata

 di Mirabella, era dotata di grande cultura tanto che frequentava a Sant' Agata il Circolo dei

 professionisti.

Qualche santagatese  avanti negli anni ricorda che tanti attingevano consigli da lei,

specialmente nei momenti di votazione e qualcuno ricorda che il Circolo veniva denominato il

 Circolo dei mirabellesi. 

Ripeto era un'appassionata lettrice; comprava e leggeva sempre  libri di cultura, di arte e di ogni

 altra novità scientifica o letteraria,né mancavano classici ed opere letterarie.

Anche questa volta i briganti diedero fuoco distruggendo tutto.

Domenico Rosati per più giorni non uscì di casa pianse come se fosse stato in lutto

Sono  momenti in cui anche il più buono viene preso, per istinto, dal desiderio di vendetta!.

Per cui quando,  in seguito, Schiavone fu preso dai gendarmi e , incatenato,  portato in piazza al

ludibrio del popolo (erano stati

in molti ad aver subito le sue angherie)prima di giustiziarlo al Piano di S. Carlo ( perché allora

c'era la pena di morte) passò sotto i nostri balconi e  il mio antenato lo chiamò e gli disse:

"Schiavone mi hai impoverito (mi hai distrutto) ed ora ecco come sei finito, prega solo Iddio

che ti perdoni."

Il brigante rispose con un sorriso amaro senza schiamazzi o imprecazioni, con dignità.

Mi chiedo ma in quale Dio credeva o vedeva in quel momento?

E dove avvenne la sepoltura di quel corpo così mutilato? Quante cose orrende!....

 

(A cura di Filomena Marchese)