(06/01/2013)
COSE DELL'ALTRO MONDO DI MARIO DE CAPRARIS


di Mario De Capraris

Antonio, quando andò nell'altro mondo,

all'inferno fu assegnato. Era, secondo

la lista, dei forzati il meno arreso.

“Io qua mi uccido” disse. Quasi steso

lo fècero il lavoro e la calura.

Decise di andar via per il futuro.

Lontano dalle fiamme, un condannato

oziava al vento fresco, stravaccato.

Una sedia era vuota proprio accanto.

Gli dissero che “Sì, è un posto vacanto.”

Antonio fa domanda: “Io sottoscritto,

richiesta di quel posto faccio scritta.

Firmato: condannato al crematorio,

aspirante trasferta al Purgatorio”.

 

Passò un anno e tanti altri tra i miasmi arsi.

Il nostro non riusciva a rassegnarsi.

Finchè un giorno quel posto fu occupato

da uno nuovo che allor fu trapassato,

senza dubbio nessun, raccomandato.

Antonio, risentito e incavolato:

“Ma come? Io con tanti anni di servizio

e, manco è giunto qua, mi frega il tizio?”

Gli amici: “Ma da quale posto vieni?

Perchè la meraviglia ti sovviene?

Capisci perchè quello si è assiso?

È chiaro. Tiene un santo in Paradiso.”

“C'è ingiustizia persino all'altro mondo?”

“Amico, non comprendi? che, sei tonto?

Te lo devo dire io? Ogni mondo è paese.

Lo vuoi imparare ancora, dì, a tue spese?”

Lui disse: “Vo' parlar col Padreterno.”

“Ma tu perchè ci stai nel nostro inferno?”

“Mi sembra che spiegai la storia intera.

Lo sapete. Aggio acciso la muglièra.”

“E perciò, tu dov'è che vuoi alloggiare?”

“L'ho detto: in Paradiso voglio stare.”

Si fecero i dannati una risata.

“Come mai t'è venuta 'sta trovata?

Sai, sei strano. Sarebbe molto comodo

che uno ammazza la moglie e trova il modo

di andare ai posti freschi anziché al fuoco.

Ti pare che noi stiamo qui per gioco?”

“Lo so che trovo un giudice severo,

ma, sappi, il pentimento è quello vero.”

 

Poi che in segreteria fu ricevuto,

le ragioni spiegò che aveva avuto.

Quando uscì, egli annunciava spiritato:

“Ascoltate, alla fine mi han premiato.

Io vado in Paradiso, lascio i forni.

Ciao a tutti, no problemi più da pormi.

Tra me e voi, ru ssapite

quale è la differenza?

Per me, ciò che ho imparato dalla vita:

non metto limiti alla Provvidenza?”