(12/11/2012) IL BENESSERE E LA FELICITA' di Rina Di Giorgio Cavaliere | ||
![]() | ||
Per molto tempo i canali della comunicazione sono stati la parola, la mimica, la scrittura, le notazioni musicali e matematiche, alcune tecniche rappresentative. A queste, in seguito, si sono aggiunte la stampa e la fotografia, che hanno allargato le possibilità della comunicazione. La rivoluzione tecnologica con i suoi canali tecnici l’ha trasformata in qualcosa di formalmente diverso e, solo inseguito, è tornata alla forma iniziale, mediante trasmettitori di conservazione o di fissazioni dei messaggi auditivi paralati o musicali (registratori), visivi (fotografia e cinema), teletrasmettitivi, comunque mediatici combinati con altre comunicazioni per fornire specifici segni riassuntivi (computer) per impartire a macchine e flussi energetici (servomeccanismi, sistemi automatizzati).
A partire dalla nuova realtà tecnologica che irrompe nella nostra vita, insieme al nuovo modo di organizzare la produzione e il mercato globale, siamo tutti costantemente sotto l’influsso delle stimolazioni del mondo della tecnica. Siamo appassionati di sapere riguardo alla tecnica e alla scienza anche nel settore agro alimentare. Il fenomeno è iniziato con i foodblog, poi finito nel settore interessato del marketing; in rete si degusta, si cucina e si parla di cibo. I messaggi, affidati a esperti testimonial, hanno condotto la pubblicità direttamente al consumatore; oggi la nuova frontiera è costituita dai social network: chi apprezza la buona cucina, fotografa le pietanze e condivide online, soprattutto su Facebook. E’ lecito chiedersi se l’automazione, rendendo sempre di più l’uomo libero dal lavoro e dalla faticosa manualità, lo porterà allo sviluppo di facoltà interiori, estetiche e contemplative. Accogliamo, intanto, le notizie concernenti l’esperienza di preghiera dei gruppi giovanili così come sono riportate dai giornali e dalle riviste; in particolare quella riferita alla Pastorale giovanile salesiana della Spagna che ha organizzato un ritiro per giovani da ventuno anni in su, dal titolo “Tempo interiore per i giovani – Lasciate parlare il silenzio”. L’obiettivo è stato di fare esperienza cristiana di vita comunitaria nel silenzio e nella preghiera e di approfondimento della propria vita. Un ritorno al proprio mondo interiore e alla spiritualità, potrebbe essere un elemento, uno dei molti che entra a costituire, se non la felicità, almeno la serenità.
| ||