(08/06/2012)
ALESSANDRA CARRILLO, LA MANAGER FOGGIANA CHE SOGNA UN'ITALIA MIGLIORE


di Redazione

Foggia, intervista Alessandra Carrillo

Nata a Foggia, Alessandra ha trascorso 10 anni della sua vita all'estero. Nel 2012 si è trasferita nuovamente a Roma. Il 1° giugno è stata premiata nell'ambito della XXIV edizione del "Premio Marisa Bellisario"

di Max Na 08/06/2012

Non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di ascoltare Alessandra Carrillo, la manager foggiana che il 1° giugno è stata premiata con una "Targa Speciale" nell'ambito della XXIV edizione del prestigioso e ambito "Premio Marisa Bellisario", per essersi contraddistinta nel mondo del lavoro e dell'imprenditoria femminile.

Nata a Foggia nel 1982 (da padre di Sant'Agata di Puglia), con questo riconoscimento Alessandra restituisce un filo di speranza al capoluogo dauno, conferendo alla nostra città fascino e valore.

Spiritosa, cordiale, intraprendente, gentile, bella e intelligente, la giovane manager ha una visione chiara del futuro del nostro Paese. Non è un caso, infatti, che dopo un'esperienza decennale all'estero, sia voluta rientrare a Roma, forte di un bagaglio culturale ricco e prezioso. Lo ha fatto con il desiderio di mettersi al servizio del territorio, degli altri e soprattutto delle nuove generazioni.

Cittadina del mondo, prima ancora che italiana, pugliese o foggiana, Alessandra Carrillo detta la ricetta per un'Italia migliore: una forte proposta culturale legata alla multiculturalità e all'accettazione della diversità da una parte, sviluppo tecnologico e infrastrutturale dall'altra. Al centro, una presenza maggiore delle donne e di quella sensibilità femminile che manca nei ruoli e nei posti che contano.

Quando affrontiamo il tema della Capitanata, la manager non nasconde un pizzico di amarezza: "Foggia, il Gargano e il Subappennino non sfruttano le grandi potenzialità che hanno".

La dottoressa in Scienze Politiche prova a lanciare anche il cuore oltre l'ostacolo e ad immaginare il futuro dei nostri luoghi, vale a dire di "una città che sappia affacciarsi al mondo in termini di offerta turistica, commerciale, sviluppo tecnologico e infrastrutturale. Che diventi un polo di attrazione per gli studenti e gli studiosi stranieri, che rafforzi la sua proposta culturale e che educhi i cittadini alla diversità, all'accettazione, alla multiculturalità".

"Si può e si deve essere attori del cambiamento" è in sintesi il Carrillo pensiero.