(19/05/2012) STRAGE DAVANTI A SCUOLA A BRINDISI La scuola era intitolata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone. L'ipotesi mafiosa è forte. Ma non era mai successo che venissero colpiti i ragazzi di Samantha Berardino | ||
Brindisi. Una bomba esplode davanti all'Istituto professionale Morvillo-Falcone, nei pressi del Tribunale. Una studentessa ha perso la vita, altre otto persone sono rimaste ferite, di cui alcune studentesse in prognosi riservata. Poteva essere una strage - dicono. Per me lo è.
Gli occhi che vedono oggi lo scenario davanti alla scuola possono solo essere sotto choc. Disperati. Perché dove a quest'ora avrebbero dovuto esserci zainetti colorati, quaderni e risate ci sono solo macerie, distruzione, dolore e un aspro odore di lutto e di bruciato. Si voleva colpire la scuola. Da insegnante sono stravolta. E' successo in Puglia, a due passi. Poteva accadere qui, a noi. Nessuno è immune o non responsabile. La scuola... il luogo da cui parte la battaglia per la legalità, l'unico luogo a partire dal quale tutte le mafie possono essere sconfitte. Tanto che lo stesso Istituto colpito dall'attentato aveva vinto un premio per la Legalità. Le ipotesi sono tante, anche quella di un folle criminale, ma, a pochi giorni dal ventennale della strage di Capaci, che ricorre il 23 maggio, difficile non pensare al giudice Falcone, di cui la stessa scuola porta il nome insieme a quello della moglie Francesca uccisa con lui. Basti pensare alla inquietante notizia che qualche giorno fa sono stati ritrovati in zona, in spiaggia, 47 kg di tritolo che giungevano dall'Albania. Mezzo quintale di esplosivo pronto all'uso, con i fori per l'inserimento dei detonatori già praticati. L'ordigno rudimentale, fatto di bombole gpl, era posizionato in un cassonetto ed è probabilmente stato azionato da un telecomando, segno della precisa volontà di uccidere in quel momento. Che partita si apre oggi? Qual è il messaggio di questo mittente sconosciuto? La criminalità organizzata locale non ha mai colpito i suoi figli. E la stessa mafia ha sempre avuto un sistema di valori volto al protezionismo, ha sempre tenuto fuori i più piccoli. Colpire una scuola è un fatto senza precedenti. Però la mafia si nutre di simboli e di messaggi e in questi ultimi anni nel brindisino la lotta alla criminalità organizzata è stata dura con arresti e ingenti confische di beni. Le reazioni? Innanzitutto di paura. Nella cittadina pugliese i genitori hanno deciso di non mandare i propri figli a scuola oggi ma per fortuna la città non si ferma. Tante le iniziative spontanee organizzate liberamente dai cittadini in tutta Italia. Tra le prime quella della stessa Brindisi, con una fiaccolata che partirà alle ore 18 da Piazza Vittoria. Anche a FoggiaE questo è un buon segno. La studentessa deceduta, Melissa, 16 anni, e quella in più gravi condizioni, erano appena giunte da Mesagne, loro cittadina di origine, per frequentare come ogni mattina la scuola di moda. Non si può morire a 16 anni, a scuola. Non si può. Oggi a Brindisi, inoltre, era previsto l'arrivo della Carovana Antimafie di Libera, l'associazione voluta da don Luigi Ciotti per tutte le vittime delle mafie. La stessa arriverà a Foggia martedì 22, dove sarà importantissimo far sentire la propria presenza. Subito dopo la Carovana per la legalità si recherà a Capaci per dare un segno forte della sua presenza e della sua lotta per la cultura della legalità, proprio nel luogo in cui furono uccisi il 23 maggio 1992 il giudice Falcone, sua moglie e la sua scorta. Già vent'anni fa, intorno alle stragi di Capaci e via D'Amelio, ci furono le famose bombe del '92 e '93 mosse dai Corleonesi contro lo Stato come quella di via dei Georgofili a Firenze e di via Palestro a Milano. Il rischio che si ano altri attentati è elevato. La paura è tanta. Ma il dolore e lo schifo lo sono di più. Il livello di attenzione a quello che sta accadendo nel nostro Paese non può essere assolutamente abbassato. Se non altro questo evento è un segno forte, citando lo stesso Giovanni Falcone: "Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini". | ||