(21/04/2012) IL GIORNO DELLA TERRA di Rina Di Giorgio Cavaliere | ||
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Sappiamo che la specie umana è l’unica tra le viventi che sia in grado di influenzare il corso della sua evoluzione futura, grazie alle conquiste compiute in tutti i campi della tecnica. E’ comparsa sulla terra circa centomilioni di anni or sono e, grazie alla sua intelligenza, ha modificato le caratteristiche dell’ambiente, aggiungendo un’altra forza a quelle della natura. Centomila anni fa i nostri lontani progenitori hanno cominciato ad acquisire caratteristiche umane e a differenziarsi dagli altri; diecimila anni fa sono sorte le prime civiltà organizzate e i primi rapporti sociali stabili. Mille anni fa hanno avuto inizio i viaggi di esplorazione nelle parti meno conosciute del pianeta terra e i lavori d’indagine sulle meraviglie della natura. Nell’Ottocento l’uomo ha compreso il suo posto nella natura e i suoi rapporti di discendenza dagli esseri, che vivono sulla terra; negli anni sessanta del secolo scorso ha portato a termine gli studi che gli avrebbero permesso di staccarsi dalla superficie terrestre e di muoversi nello spazio. Il progresso compiuto dalla specie umana è dovuto innanzitutto all’estrema adattabilità fisica, che le permette di stabilire la sua dieta in base al tipo di cibo disponibile, inserendosi in ogni tipo di ambiente. Alla sua adattabilità sociale, inoltre, che le consente di ripartire le diverse attività tra i membri della famiglia o della tribù, così che il gruppo possa sfruttare nel modo più proficuo le risorse di cui dispone; infine alla capacità di usare dei simboli per comunicare agli altri il suo pensiero. Grazie all’uso di un linguaggio simbolico le conoscenze non restano limitate a quanto l’uomo impara nel corso della propria vita, ma sono tramandate di generazione in generazione e ampliate con ciò che altri uomini hanno imparato: le conoscenze dei singoli sono condivise dagli altri, i gruppi sopravvivono agli individui che li compongono e le strutture sociali si mantengono nel tempo. Oggi vi è la necessità di conservare questo patrimonio di civiltà e le risorse naturali della terra, seriamente in pericolo per gli effetti negativi delle recenti attività dell’uomo. Il giorno della Terra, che ricorre il 22 aprile di ciascun anno, è una festività riconosciuta da 192 nazioni, si rivela un avvenimento educativo e informativo per valutare le problematiche del pianeta. Non bisogna credere che l’inquinamento e il degrado dell’ambiente siano il prezzo che ogni società industrializzata debba pagare in cambio di più alti livelli di consumo e di maggiore benessere materiale; sono, piuttosto, le disastrose conseguenze di uno sviluppo economico lasciato a se stesso. L’ambiente, la natura, il paesaggio sono patrimonio di tutti e la collettività ha un preciso interesse a loro difesa e conservazione per le generazioni future.
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