(03/04/2012)
DONARE LA S.PASQUA


di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’impatto con la realtà giornaliera della nostra vita personale, ampliato dal flusso enorme di informazioni, che avvolge il pianeta, ci conferma quanto il nostro tempo viva con urgenza e con tutta la sua complessità il problema dell’uomo. Problema che, mentre appare acuito da una profonda crisi di principi e di valori tali da produrre incertezze e difficoltà di previsione, suscita le molte, talvolta contraddittorie risposte delle antropologie, degli umanesimi, della filosofia spicciola per sopravvivere a tutti i costi!
     Mentre prendiamo atto in senso positivo del pluralismo religioso tipico della nostra epoca, ci fermiamo smarriti di fronte alle guerre religiose, ai settarismi e ai rigurgiti di xenofobia che spesso riaffiorano anche nei nostri civilissimi paesi. Rimane l’esigenza fondamentale di non arrestarci alla visione delle nuove filosofie, ma pensare e progettare secondo un orientamento di fede, antidoto al nichilismo che nega l’esistenza dei valori e di realtà positive. La cultura è il modo di pensare e di esprimersi di un gruppo sociale. Cristianesimo e cultura non sono in opposizione nella misura in cui il primo, nel momento antropologico, aiuta a prendere consapevolezza delle dimensioni autentiche dell’uomo, delle sue possibilità nel mondo, del suo destino nella storia.
      L’identità personale e culturale si rende concreta nell’interazione con l’altro. Riconoscere la propria identità come alterità è una scelta civile che consente la pacifica convivenza. In questo clima di diseducazione e totale responsabilità delle nostre scelte, dobbiamo, l’imperativo è d’obbligo, recuperare i valori dell’attenzione all’altro, della dignità umana, del rispetto dei diritti e dell’accoglienza anche vivendo nella sua pienezza la Santa Pasqua, cuore del mistero cristiano.