(15/03/2012)
LA PIAZZA VIRTUALE


di Rina Di Giorgio Cavaliere

Le nostre scelte sono spesse guidate da elementi esterni e fortemente persuasivi; se raccogliessimo i ritagli di giornali, le frasi ascoltate o lette attraverso i mezzi audiovisivi, i cartelli pubblicitari stradali, ci troveremmo di fronte una documentazione così impressionante, spesso contraddittoria, da indurci a riflettere sui testi, disegni, motivetti musicali che sono i veicoli della comunicazione commerciale. Il tono, la ripetizione ossessiva, l’ermetismo del linguaggio, l’uso di neologismi particolari, annullano ogni funzione educativa della parola. 
       Questa, come dichiara Gusdorf, è inizio di esistenza, strumento importantissimo per il superamento d’impedimenti di natura materiale e morale al fine di giungere ai valori decisivi degni di orientare il destino dell’uomo: l’individuo frappone, tra sé e il mondo, la rete delle parole e diviene così il padrone del mondo. Aspetto fondamentale nella misura in cui oggi viviamo la civiltà della comunicazione: siamo abitanti del villaggio globale, che comunicano tramite una piazza virtuale.
         Fin dai primi di anni di vita l’espressione rappresenta un momento essenziale, estrinsecazione dei dinamismi e dei sussulti della vita interiore che gradualmente si realizza e si concreta nella realtà. Dal momento in cui il bambino riesce a formulare la prima parola espressiva, il linguaggio comincia a rivestire un ruolo centrale e insostituibile nel suo sviluppo. Come una delle parti della sua salute psichica, ossigena il suo spirito, lo accompagna lungo la crescita e ne modella la personalità futura. La propaganda invadente anche nel mondo dei ragazzi, la massificazione crescente del consumismo si riversa, tramite gli adulti, sui ragazzi impedendoli nello sviluppo graduale ma indispensabile di una propria capacità di scelta determinata da una coscienza critica, capace di giudizio autonomo e personale. E’, dunque, un discorso di vera promozione umana e di liberazione quello di aiutare i giovani a superare ogni condizionamento esterno, formandosi un carattere e una volontà capaci di affrontare le situazioni e di giudicare i comportamenti con sufficiente autonomia. In tale modo essi impareranno a scegliere bene e a crescere così verso la maturità di giudizio. Scegliere bene, infatti, è un segno di autentica crescita umana perché aiuta ad affrontare la vita senza false paure o timori!