(07/03/2012)
8 MARZO: FESTA DELLA DONNA?
Ecco alcune interessanti iniziative, al di là di fiori e ipocrisie

di Samantha Berardino
La Giornata internazionale della donna è innanzitutto un momento di commemorazione di diritti negati, legati ad un evento sospeso tra realtà storica e leggenda.
Quel giorno, infatti, nel 1908, negli Stati Uniti sarebbe avvenuto un grave incendio nell’industria tessile ‘Cotton’. Qualche giorno prima, le operaie dell’azienda iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare, finché l’8 marzo il proprietario della fabbrica bloccò tutte le vie di uscita e allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.
Ma questo episodio sarebbe un falso storico che si ispira ad un fatto di cronaca avvenuto, però, solo nel 1911.

C’è di vero che difficili condizioni di lavoro, divieto di sciopero, abuso della manodopera femminile erano una realtà fino a pochi anni fa e lo sono ancora in alcune parti del mondo.

Oggi infibulazione, stupri, maltrattamenti familiari, violenza psicologica sono temi attuali di altissima risonanza.

Ben oltre rami e boccioli di mimose in fiore.

Ideologie a parte, nonostante le conquiste e i progressi, è necessario ricordare soprattutto le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono oggetto ancora oggi in ogni parte del mondo.

Molte donne sono minacciate da nuove forme di predominio mascherate dietro l’utopia di una parità che nei fatti non esiste. Sono le donne vittime di violenza, di stalking, i cui corpi sono sfruttati troppo spesso come merce di scambio, le donne vittime dei cosiddetti omicidi passionali (definizione quantomai offensiva) e quelle che subiscono maltrattamenti psicologici. Donne incapaci persino di riconoscere la sopraffazione, quelle che accettano ogni giorno la crudeltà altrui nell’illusione di essere amate, le donne perseguitate, violate fin da giovanissime, stuprate, torturate o costrette a prostituirsi.

Senza andare tanto lontano per ogni donna che festeggerà davanti a uno strip-tease ce ne sono altrettante vittime di violenze domestiche mai denunciate, donne che non sanno mettere fine ad un rapporto viziato, vessate in ufficio dalle molestie o dalle aggressioni psicologiche del mobbing, donne che non possono vivere la propria femminilità, intrappolate in corpi maschili o discriminate sul lavoro perché aspettano un bambino o hanno voglia di maternità.

Eppure sono in pochi a ribellarsi all’immagine della donna come oggetto sessuale nei media, per esempio. Tutte vogliamo essere belle, giovani e magre per sempre, per piacere a tutti. Nessuno protesta perché le donne abbiano possibilità di inclusione sociale e lavorativa a seconda dei propri meriti, perché non debbano scegliere tra famiglia e carriera, perché abbiano accesso ai posti di potere e alle cariche politiche.

Quest’anno in Capitanata due ottime iniziative in occasione dell’8 marzo.

Una delegazione della Cisl provinciale, guidata dal segretario territoriale Carla Costantino, si recherà in visita presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Foggia, dove, nei giorni scorsi, la segreteria territoriale della Cisl di Foggia ha incontrato la dottoressa Maria Consiglia Affatato, direttrice del carcere del capoluogo, dove sono recluse circa 40 donne.
Un modo per accendere i riflettori sulle donne che vivono il gravissimo disagio della reclusione carceraria e della privazione di libertà.

E poi l’apertura del ʻCentro Antiviolenzaʼ per le donne, uomini e minori con il patrocinio del Comune e la preziosa collaborazione dell’Associazione ʻDonne Insiemeʼ, con cui ci si può mettere in contatto attraverso il numero verde 800 180903.

Infine, a Barletta, il regista Daniele Cascella invita a portare una mimosa sul luogo del crollo della palazzina di via Roma, dove il 3 ottobre scorso persero la vita Maria, Matilde, Tina, Giovanna e Antonella, le cinque vittime donne che si trovavano all’interno del maglificio.

La differenza (soprattutto quella tra uomo e donna) è la fonte della vita. Non sarà questo l’unico buon motivo per festeggiare?