(25/01/2012) IL BASTONE PARLANTE di MaestroCastello | ||
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Sono un bastone che un martedì, fine anni novanta, il mio padrone si comprò al mercato. Da allora sto sempre con lui, come un cane fedele, e la vita va avanti alla meglio. Arranco insieme al mio vecchietto sull’acciottolato di paese. Sono di conforto al suo passo incerto e, insieme, seguiamo coordinate giornaliere sempre uguali: il dottore, la farmacia, la posta. E’ una vita fatta spesso di silenzio, di abbandono e di indifferenza. Io ci parlo col mio vecchio. Ovviamente, quando nessuno gli presta attenzione. Ultimamente questo capita spesso. Questo capita, dice lui, da quando i paesi hanno smesso di essere comunità, per trasformarsi in meri agglomerati di case senza vita. Il silenzio è figlio dell’abbandono ed è così che il virus dell’incomunicabilità, dalle case vuote, s’è propagato alle persone. Le case abbandonate ci comunicano solo ricordi e le persone di paese l’indifferenza più totale. Sono solo un bastone, ma credetemi, non vedo mai un giovane rivolgere più di un saluto al mio vecchio; eppure, ne avrebbe di cose interessanti da dire. Per ogni società del passato l’anziano ha rappresentato una risorsa, per la nostra, spesso diventa pattume. Questi ragazzi che hanno mezzi incredibili per comunicare, ma hanno poco da dirsi! Oggi si gela dal freddo, ma lui è voluto uscire lo stesso; dice che un paese non può fare a meno della neve, del gelo e del vento. Dice che non teme affatto il gelo dell’inverno ; ma ciò che gli fa più orrore è l’indifferenza della gente. Parola di bastone!
Buona vita!maestrocastello | ||