(28/11/2011) LE PREZIOSE CARTOLINE STORICHE di Rina Di Giorgio Cavaliere | ||
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Sappiamo che il collezionismo in genere è molto diffuso; lo è meno quello didattico. In Germania è attivo un Centro di coordinamento tra le varie scuole e qualcosa del genere esiste anche in Gran Bretagna, dove ci sono dei club riservati ai docenti che utilizzano il collezionismo per scopi didattici. In Italia, in particolare al nord, numerose scuole curano almeno una collezione didattica con una certa razionalità e altre hanno delle collezioni frammentarie. Al primo posto ci sono i minerali. Seguono le conchiglie, i fossili, le cartoline illustrate, i quotidiani, le monete . . . Spesso, però, si tratta di esperienze che rimangono isolate e, di conseguenza, fini a se stesse; si esauriscono, cioè, nell’ambito dell’istituto. Sarebbe opportuno, invece, stabilire un punto di contatto tra docenti che utilizzano il collezionismo dal punto di vista didattico, divulgare le loro esperienze ed effettuare scambi che possano tornare utili in questo ambito di studio. Ad esempio le cartoline d’epoca possono diventare un elemento interessante nella ricerca storica e comunicare informazioni curiose, che difficilmente si trovano sui libri. La pedagogia della scuola attiva e quella più recente hanno affermato e dimostrato che il ragazzo apprende se “lavora”, vale a dire se si fa protagonista di una didattica operativa intesa a far rivivere le operazioni tipiche della disciplina in argomento.
Dopo l’occupazione della Ruhr furono emesse delle cartoline, dove appare una bilancia sulla quale c’è una sterlina e sull’altro piatto la cifra di 43 mila miliardi di marchi; era quello il cambio degli anni venti! Durante l’ultimo conflitto mondiale, dal 1940 al 1943, l’ufficio stampa e propaganda delle forze armate distribuì cinquantadue serie di blocchetti di cartoline, attraverso le quali si possono ricostruire le varie fasi dei primi tre anni di guerra. Durante la grande guerra (1915-1918) sono state emesse delle cartoline militari veramente interessanti e maggiormente lo sono quelle Reggimentali dell’inizio del novecento o del tardo ottocento. L’esercito britannico ha emesso nel 1942 una serie di sei cartoline sulla battaglia della Manica e l’esercito tedesco ha emesso una serie di otto cartoline sulle battaglie africane. Nel 1961, per ricordare il primo centenario dell’unità d’Italia, e nel 1970, per ricordare Roma capitale, furono pubblicate dai rispettivi Comitati organizzatori delle cartoline sul Risorgimento italiano, che sintetizzano tutte le guerre d’indipendenza. Si tratta di documentazioni storiche preziose che spesso sono abbandonate o distrutte e, quando si è fortunati, si possono trovare sulle bancarelle dei libri vecchi| Oggi anche i media offrono un valido contributo nella conoscenza e nel reperimento di questi documenti, nei quali c’è una ricchezza che raramente si può immaginare. Tratto da www.stampasud.it | ||