(12/07/2011)
LE CASE DI RIPOSO : UN'OCCASIONE DI SVILUPPO


di Redazione


G.G. 

L’indice di vecchiaia consente di valutare il livello di invecchiamento della popolazione, con riferimento ad un determinato territorio. Tecnicamente, l’indice di vecchiaia è il rapporto percentuale tra l’ammontare della popolazione che ha compiuto e superato i 65 anni e quella compresa tra zero e 14 anni.

A Bovino, nel 2010, il 27,3% della popolazione ha superato i 65 anni. Nello stesso periodo, a S. Agata di P. gli ultra sessantacinquenni hanno raggiunto il 26,3% della popolazione complessiva; ad Accadia il 22,8%; a Deliceto il 22,2%. In media, nei nostri quattro paesi, quasi 1/4 della popolazione ha superato i 65 anni, a differenza di ciò che avviene a livello regionale: complessivamente in Puglia le persone con un’età superiore ai 65 anni, sono meno di 1/5 (18,2%).

La popolazione dei nostri comuni è, quindi, più vecchia della media regionale, sia per ragioni legate alla scarsa natalità, particolarmente accentuata nei nostri comuni, sia per lo spostamento della popolazione più giovane verso centri abitati più grandi e meno marginali, con maggiori risorse e più opportunità lavorative. Alla luce dei dati statistici riportati, meglio riassunti nelle tabelle di seguito pubblicate, è da accogliere con grande entusiasmo ogni iniziativa finalizzata a migliorare le condizioni di vita degli anziani. In questo contesto si inserisce la nuova apertura a Bovino della “Casa della Speranza Giovanni Paolo II”, residenza destinata ad accogliere ed assistere persone anziane, inaugurata alla presenza dell’Assessore Regionale Elena Gentile in data 11 aprile 2011.

La casa di riposo di Bovino va ad aggiungersi a quelle già esistenti ad Accadia e S. Agata, ampliando, così, a beneficio dell’intero territorio, i presidi assistenziali a disposizione dei nostri anziani. Anche a Deliceto sono in fase avanzata i lavori di costruzione di una casa di riposo per anziani, grazie al progetto “Futuro Sereno”, presentato dall’Opera Pia Bonuomo, finanziato dalla Regione Puglia e con un impegno di spesa dell’Amministrazione Comunale locale. La struttura disporrà di 30 posti letto e sarà in grado di offrire servizi diurni e di mensa ad altri 60 anziani. I lavori dovrebbero terminare, come dichiarato dal Presidente dell’IPAB Palumbo, in un comunicato diffuso dalla Pro-Loco di Deliceto, nel mese di luglio del 2012. 

I nostri quattro comuni, ciascuno con una propria struttura ricettiva, manifestano pertanto una spiccata vocazione in campo socio assistenziale. Il nostro territorio, anche grazie agli altri paesi del Subappennino dotati di case di riposo, muovendosi in modo sinergico, può diventare una meta ambita per quanti volessero trascorrere, in un ambiente salubre e suggestivo, gli anni dedicati al riposo. Gli ospizi, oltre che un servizio per gli anziani, rappresentano una potenzialità sotto il profilo occupazionale. In generale, la prestazione di servizi in favore degli anziani, in un Paese come l’Italia, destinato ad invecchiare, costituisce un’occasione di sviluppo economico da cogliere con prontezza. A tal fine, sono necessarie, contestualmente alla realizzazione delle case di riposo, politiche volte a migliorare le condizioni di vita degli anziani: abbattimento delle barriere architettoniche, limitazione del traffico, creazione di centri di aggregazioni e, in generale, realizzazione di attività e progetti per rendere più fruibile il territorio e per favorire l’integrazione socioculturale degli anziani stessi. 

Casa di riposo “La Collina” di Accadia

Intervista a Giovanni Russo

G.G.

ACCADIA - La casa di Riposo “La Collina” sorge all’interno dell’abitato di Accadia, su una delle principali vie del paese; è allocata all’interno di una ex struttura alberghiera, completamente ristrutturata ed in ottimo stato di conservazione. L’intero edificio è di proprietà del Cav. Antonio Russo, imprenditore di successo, già impegnato nella gestione di alberghi e nello svolgimento di altre attività legate al turismo. Il Cav. Russo, con il figlio Giovanni, nel 2000, ha coraggiosamente deciso di convertire la struttura alberghiera già esistente in casa di riposo per anziani, investendo cospicui patrimoni per creare alloggi comodi e confortevoli, dotati di adeguati standard di sicurezza. Attualmente i posti letti a disposizione, pari a 34, sono tutti occupati e vi sono numerose richieste di ingresso. Gli ospiti pagano una retta mensile che oscilla tra € 900 ed € 1.400. La retta viene determinata in ragione del tipo di prestazioni di cui l’anziano necessita, oltre che sulla base del tipo di alloggio prescelto.

La casa di riposo non è ancora convenzionata con la ASL e, pertanto, non riceve alcun sussidio, anche se è in corso l’istruttoria per ottenere l’accreditamento. “La Collina” da lavoro a 16 persone, tutte assunte a tempo indeterminato. All’interno della struttura prestano il loro servizio altre 4 unità appartenenti alla famiglia Russo, in primo luogo Giovanni Russo e la moglie Rosaria Palumbo, direttrice della casa di riposo, iscritta nell’Albo Nazionale dei Manager del Sociale.

Nel 2010, sono iniziate opere di ampliamento, in parte finanziate dalla Regione Puglia, per creare altri 10 alloggi e tre nuove sale, destinate ad attività ricreative e terapeutiche. Prevista, altresì, la dotazione di un moderno ascensore barellare, con una capienza di 12 persone. Le tre nuove sale verranno realizzate nell’ambito di un progetto pilota per la prevenzione degli eventi sismici. La struttura portante delle sale è stata realizzata totalmente in acciaio e sarà collegata, in modo diretto, con la nuova scala di emergenza, anch’essa realizzata in acciaio e completamente coibentata. Nelle sale, così realizzate, gli anziani, nel corso di eventi sismici anche di elevata intensità, potranno sostare sicuri e protetti, per poi guadagnare l’uscita dalla scala di emergenza.

Il 31 maggio del 2011, siamo andati a visitare “La Collina” e lì abbiamo incontrato Russo Giovanni e Palumbo Rosaria, due persone instancabili che, insieme, costituiscono l’anima della casa di riposo. Dopo averci fatto visitare la struttura, i gestori, pur se indaffarati, hanno risposto alle nostre domande, mostrando una grande sensibilità.

Come vanno le cose qui? Sembrate tutti molto impegnati? 

Per noi, quest’attività rappresenta una sfida entusiasmante. Siamo sempre alle prese con mille difficoltà, legate, in via primaria, alla necessità di far quadrare i conti. I costi di gestione sono enormi e, purtroppo, ad oggi, non riceviamo nessuna sovvenzione, perché la nostra istanza di accreditamento è ancora in fase istruttoria, rallentata da questioni di natura burocratica ed amministrativa. Ma, nonostante le difficoltà, il nostro lavoro continua a riservarci grandi soddisfazioni. La nostra struttura è sempre piena e continuano ad arrivare domande di accettazione. I nostri ospiti ricambiano il nostro impegno, dimostrandoci grande affetto e stima. Abbiamo anche ospiti illustri, come il prof. Lucio La Penna, scrittore e teologo che rappresenta per tutti un punto di riferimento.

C’è aria di famiglia in questa casa…

Sì, la nostra è una grande famiglia. Cerchiamo di offrire ai nostri ospiti servizi di livello alberghiero, in un ambiente pulito e gradevole, con un’ottima ristorazione, basata su un’ampia possibilità di scelta giornaliera ma, in primo luogo, è essenziale instaurare con loro un rapporto umano, di tipo familiare. Chi entra nella nostra casa trova una nuova famiglia. È importante capire le storie che i nostri ospiti si portano dietro, il loro vissuto.

Oltre alle normali attività giornaliere, come passano il loro tempo gli anziani?

In primo luogo, cerchiamo di favore l’integrazione dei nostri ospiti con il contesto esterno. La collocazione della casa di riposo all’interno del centro abitato, nella via principale del paese, favorisce la socializzazione. Per evitare che i nostri ospiti si sentano ai margini del contesto sociale esterno, stiamo lavorando alla creazione del “Club del nonno”, una realtà ricreativa collocata all’interno della struttura, cui potranno accedere anche le persone non ricoverate. Oltre a questo, organizziamo gite, escursioni, passeggiate…

La casa di riposo come centro di aggregazione?

Esattamente, un centro di aggregazione all’interno del quale continuare a vivere emozioni e sentimenti. La vita deve continuare anche tra queste mura. Negli scorsi anni abbiamo partecipato ad un corso formativo con l’obiettivo di favorire il recupero dell’affettività e della sessualità nelle persone affette da demenza senile. Un’altra iniziativa molto bella è stata quella di stampare un giornalino all’interno della casa di riposo, per dare voce ai nostri ospiti. Un progetto stimolante che ha suscitato molta partecipazione.

Avete in mente altri progetti?

Abbiamo in cantiere due progetti davvero ambiziosi: il primo consiste nella realizzazione di una piscina riabilitativa. Il secondo progetto al quale vogliamo aderire è il frutto di una sperimentazione realizzata in collaborazione fra la Cineteca Comunale e l’Istituto Giovanni XXIII di Bologna, per il recupero e la cura dei malati di Alzheimer, patologia assai diffusa tra gli anziani. Il progetto si chiama “Memo – Film” e consiste nella realizzazione di un vero film in cui il malato è allo stesso tempo protagonista e spettatore. La pellicola viene realizzata negli ambienti in cui il malato ha vissuto, con i suoi amici e mette in scena la vita del malato. Pare che i risultati di questa sperimentazione siano sorprendenti.

Curare gli anziani non può essere “solo” un lavoro…

No, il nostro non è solo un lavoro. Bisogna metterci il cuore. Solo così si ottengono dei buoni risultati. Ricordo con grande commozione la festa dei cento anni organizzata in onore del nostro caro Michele Paoletta. Che giornata intensa! Ricordo tutti gli ospiti che ci hanno lasciato, le loro storie, la loro fragilità… Quante emozioni. Per noi le soddisfazioni sono queste ed è in questa direzione che vogliamo continuare a lavorare.

Tratto dalla rivista ELCE