(13/06/2011) ORA IN ITALIA IL NUCLEARE E' UNA SCORIA DEL PASSATO di Comunicato Stampa | ||
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Un risultato clamoroso ha messo fine al nucleare in Italia. Nonostante le difficoltà create dal Governo e un'informazione televisiva volutamente assente, i cittadini hanno fatto la loro comunicazione con passione e competenza. Ventotto milioni di italiani hanno affossato (speriamo una volta per tutte) l’atomo nel nostro paese.Un risultato clamoroso, trascinato da una comunicazione passionale fatta in poco tempo e con i mezzi a portata di singolo: fotocopie, internet, passaparola, email, sms. E poi con manifestazioni più o meno estemporanee, articoli sulla stampa generalista e fuori circuito, video, iniziative locali. Una partecipazione ricca di inventiva e impensabile solo qualche settimana fa.Dall’altra parte, un governo che le ha provate tutte per ostacolare queste consultazioni (no all’accorpamento con le amministrative, congelamento della legge sul nucleare, ecc.) e poi ha anche invitato esplicitamente a non recarsi alle urne. Un fatto sconcio in un paese che si dice democratico.Una informazione televisiva che ha nascosto finché ha potuto i quesiti referendari e ha occultato le informazioni e il dibattito che comunque nel paese c’era. Quanta distanza tra questa rappresentazione della realtà e i cittadini di un paese, nonostante tutto, vitale! Ventotto milioni di votanti, quasi tutti contro il nucleare, nonostante le informazioni scorrette che in questi ultimi due anni sono state fatte girare ad arte sulle virtù di questa tecnologia, panacea di tutte le difficoltà energetiche. Gli italiani hanno capito da tempo che il nucleare è una follia ma soprattutto una “trappola” per i contemporanei e per le generazioni che verranno. Gli eccezionali risultati del referendum impongono da subito con urgenza una riflessione sulle scelte energetiche del paese. Il nostro Paese ora deve attrezzarsi per immettersi nella scia dell’esaltante sfida tedesca sull’energia e sul clima. Va ribaltata l’attuale politica di retroguardia, che ci ha portati, ad esempio, ad allearci con la Polonia per tentare di bloccare la proposta fatta propria il mese scorso anche dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo di innalzare al 30% l’obbiettivo di riduzione dei gas climalteranti al 2020. E’ indispensabile puntare a soddisfare il 100% della domanda elettrica con le rinnovabili. Foggia lì, 13/06/2011 Per Il Comitato. Prof. Tonino Soldo
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