(04/05/2011)
BEATIFICAZIONE DI PAPA GIOVANNI PAOLO II " IO VI HO CERCATO. VOI SIETE VENUTI DA ME "
Ph Teresa Bizzarro

di Teresa Bizzarro
Ph Teresa Bizzarro
 Ph Teresa Bizzarro



La notte tra il sabato e la domenica 1° maggio è fredda e umida, ma lo si percepisce appena. Sarà forse la moltitudine di persone, stretta, ammassata, a scacciare il freddo, ma, insieme, a far patire la mancanza d’aria mentre la calca spinge, inutilmente (perché non avanza di un passo), verso l’entrata, ancora chiusa, di Piazza San Pietro. Scorrono così, le intere ore della notte, fra la folla che sviene e canti di lode, fra la sofferenza del percorso e la recita del Santo Rosario. C’è gente da tutto il mondo: un milione e mezzo di fedeli fra giovani (tantissimi giovani), famiglie, adulti e anziani giunti a rendere omaggio ad un Uomo, dono, fra i più grandi, della Misericordia di Dio per l’umanità. Quando alle prime luci dell’alba giungiamo in piazza San Pietro, una pace invade il cuore e le menti e sembra che la sofferenza delle ore precedenti sia svanita, cancellata, lasciando spazio solo ad una sensazione indescrivibile di “grazia”, mista alla gioia e all’onore di essere finalmente lì, con Lui. Bandiere sventolano incessantemente, fra i sorrisi (ora solo sorrisi) e i visi commossi del mondo. Guardandomi intorno, mentre come sottofondo inizia un applauso che sembra durare all’infinito, noto un senso di “stupore” e straordinaria eccitazione negli occhi protesi verso quell’immagine, ora scoperta dal velo, che gigantesca, bellissima e commovente, si innalza su tutta la Piazza e ci guarda, ci protegge, sembra parlarci. Persino chi non crede riconosce la “forza” dirompente, ammaliatrice nella sua semplicità, di Papa Giovanni Paolo II come qualcosa di inspiegabile e miracoloso (e forse, un miracolo è proprio quello di aver fatto breccia anche nei cuori dei non credenti). La sua viva presenza, nelle parole e nel cuore di tutti, continua a rappresentare “luce di speranza” per l’intera umanità, perché i suoi insegnamenti non si sono mai fermati a “semplici e belle parole” ed il suo messaggio apostolico è stato portato avanti, proprio come Gesù, in mezzo alla gente, parlando ai grandi potenti e abbracciando i poveri del mondo. Fra le lacrime di gioia asciugate da un caldo sole (al contrario della pioggia e dei lampi preannunciati dalle previsioni meteo), un’altra figura, sempre vestita di bianco, partecipa, da protagonista, alla giornata: è Papa Benedetto XVI, emozionato, come mai forse è apparso in questi anni. Durante l’omelia, forte è il suo sentimento di stima ed affetto verso il suo predecessore « Già sei anni or sono, nel giorno dei suoi funerali, noi sentivamo aleggiare il profumo della sua santità ed oggi risplende ai nostri occhi, nella piena luce del Cristo Risorto, la figura amata e venerata di Giovanni Paolo II ». Un ineffabile silenzio, di rispetto e forte partecipazione, avvolge la Piazza nell’assaporare ogni singola parola dell’intensa omelia. «Con la sua testimonianza di fede, di amore e di coraggio apostolico» continua Benedetto XVI «accompagnato da una grande carica umana, questo esemplare figlio della Nazione polacca ha aiutato i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo. In una parola, ci ha aiutati a non avere paura della verità, perché la verità è garanzia di libertà!».

“Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” (Papa Giovanni Paolo II). 

Teresa Bizzarro