(04/05/2011)
BOVINO VOLA A S.PIETROBURGO E CON LUI LA DAUNIA DI QUALITA'
Il Festival del Club dei Borghi più belli d’Italia a Bovino, Alberona e Roseto Valfortore

di Comunicato Stampa


Essersi battuti, anche investendo risorse importanti, per ottenere l’iscrizione al Club è un apprezzabile ed evidente tentativo di elevarsi, di puntare in alto

 G.I. Si è svolta venerdì 11 marzo la prima riunione operativa per l’organizzazione del Festival del Club dei Borghi più belli d'Italia, edizione 2012, che si terrà a Roseto Valfortore, Alberona e Bovino. All’incontro di Roseto hanno partecipato Umberto Forte (direttore de “I Borghi più belli d'Italia”), il sindaco di Bovino Michele Dedda, il vicesindaco di Alberona Leonardo De Matthaeis, il direttore del Gal Meridaunia Daniele Borrelli e l’assessore al Turismo di Roseto Valfortore Francesco Russo. La settima edizione del Festival si terrà nelle giornate del 7-8 e 9 settembre 2012. Ad Alberona toccherà inaugurare l’evento, a Bovino si terrà un workshop internazionale sul turismo e a Roseto verranno allestiti gli stand dei Comuni. Nei giorni del Festival i Comuni saranno animati da eventi culturali, musicali, artistici. E l’attenzione inevitabilmente si polarizzerà sui tre Comuni dauni titolari del riconoscimento di Borghi più belli d’Italia.

Vale la pena, a questo punto, cercare di capire, quantomeno per sommi capi, di che si tratta.

I Borghi più belli d’Italia sono un Club, proprietario dell’omonimo marchio di color arancione, che vediamo campeggiare pure sulle insegne di Bovino. Il Club persegue gli obiettivi di proteggere, promuovere e sviluppare i Comuni riconosciuti come i Borghi più belli d'Italia (art. 1 statuto). Tra le condizioni per l’ammissione, tra l’altro minuziose, particolareggiate e stringenti, almeno nell’enunciazione, il Borgo deve offrire un patrimonio di qualità che si faccia apprezzare per i seguenti motivi:

a) qualità urbanistica, ovvero: qualità degli accessi al Borgo; compattezza e omogeneità della massa costruita; possibilità di percorsi diversi all'interno del Borgo; preservazione del legame tra microsistema urbano, storicamente determinato, e ambiente naturale circostante;

b) qualità architettonica, ovvero: armonia e omogeneità dei volumi costruiti; armonia e omogeneità dei materiali delle facciate e dei tetti; armonia e omogeneità dei colori delle facciate e dei tetti; armonia e omogeneità delle “aperture” (porte, portoni, finestre, luci, ecc…); presenza di elementi decorativi simbolici (frontoni, insegne, stucchi, ecc…) (art. 2.1.3 statuto). Dovrà, poi, manifestare, attraverso fatti concreti, una volontà e una politica di valorizzazione, sviluppo, promozione e animazione del proprio patrimonio. Nel contempo devono essere garantiti ed assicurati l’esistenza di spazi e strutture per le feste al coperto o all’aperto; l’organizzazione di eventi originali e di qualità; la programmazione di manifestazioni permanenti o temporanee (art. 2.1.4 statuto) per stimolare la frequentazione turistica; la presenza di un’offerta di alloggio, ristorazione e attività ludiche, sportive o culturali; l’esistenza di artigiani d'arte o di servizi; l’esistenza di attività commerciali; la partecipazione a strutture e iniziative intercomunali; la presenza di un punto di informazione o accoglienza; l’organizzazione di visite guidate; l’edizione di guide o opuscoli promozionali; l’esistenza di una segnaletica direzionale e informativa. Ad onor del vero, i paesi che si fregiano oggi del marchio in questione non è che abbiano sempre garantito tutti i requisiti richiesti dallo statuto del Club. Né, d’altra parte, essere iscritti al Club è necessariamente garanzia di qualità. In ogni caso, essersi battuti, anche investendo risorse importanti, per ottenere l’iscrizione al Club è un apprezzabile ed evidente tentativo di elevarsi, di puntare in alto. Oggi, i comuni in cui si svolgerà il Festival 2012, sono il fiore all’occhiello della Daunia in seno al Club e di questo non possono che esserne fieri anche i comuni limitrofi. Bovino, in particolare, si è distinta tra gli altri, inserendosi in logiche sovranazionali, pur se fortemente radicate al territorio. Infatti, in attesa del Festival di cui dicevamo, il Club dei Borghi più belli d'Italia ha invitato la cittadina di Bovino dal 13 al 16 giugno a prendere parte ad un workshop internazionale che si terrà a San Pietroburgo, in Russia. La delegazione di Bovino sarà guidata dal sindaco Michele Dedda e dai rappresentanti della locale Pro loco. Obiettivo dell’iniziativa, promuovere presso i tour-operator russi il fascino dell’Italia nascosta, questi luoghi incantati la cui bellezza, consolidata nei secoli, è sempre più apprezzata dai turisti dell'est Europa. Per la comunità di Bovino il rapporto con la città di San Pietroburgo non è affatto nuovo, in quanto lo scorso anno diversi operatori turistici della ex Leningrado furono ospiti dell’Amministrazione Comunale. Dunque, Bovino sembra aver individuato nella promozione ad alti livelli la chiave per uscire dall’isolamento e dai rischi dello spopolamento e della fine per inedia, opponendosi al triste destino che sembra accomunare tanti piccoli paesi del sud. Il Festival sarà per i tre paesi, e per Bovino in particolare, una vetrina importante per promuovere il loro territorio – che poi è comune a tutti i pesi del Subappennino – sulla scena nazionale ed internazionale. Tra l’altro, persino la Ryanair pubblicizzerà i Borghi più belli d’Italia nella sua rete commerciale (aeroporti, voli, editoria). Una svolta per il territorio intero che parte da Bovino e dagli altri Borghi più belli d’Italia nella Daunia. In questo senso è la lettera che il Presidente della Provincia Pepe e l’Assessore alla Cultura Consiglio hanno rivolto ai tre Comuni che ospiteranno il Festival: “La cultura locale, il patrimonio straordinario di identità e memoria rappresentato dai piccoli comuni e dai borghi di Capitanata sono una ricchezza inestimabile per la provincia di Foggia, che si appresta a vivere un momento di grande importanza, degna testimonianza del valore del nostro territorio". Hanno poi parlato di "un riconoscimento ambizioso per l'entroterra del nostro territorio, prodigo di meraviglie paesaggistiche, così come di ricchezze immateriali; un patrimonio di tradizioni senza tempo, di una memoria popolare che produce voglia di futuro raccogliendo in sé le tracce di un passato ancora vivo". Insomma, Bovino, in questo contesto, vuole proporsi come alfiere indiscusso della promozione di qualità del suo territorio. È questo un tipo di mentalità vincente ma, al di là della buona impostazione di partenza, la strada da percorrere è ancora tanta. Non basta ottenere un marchio per rilanciarsi. Bisogna lavorare, cercando di fare sistema con gli altri comuni, per superare le carenze strutturali ed organizzative che, obbiettivamente, vi sono. Occorrono politiche ed investimenti adeguati e lungimiranti, di medio e lungo termine, per dotare i nostri territori di servizi ed infrastrutture essenziali, senza dei quali non è possibile soddisfare le richieste del mercato turistico, sempre più esigente. Quando si è sotto i riflettori, non si può improvvisare né possono commettersi passi falsi.