(26/04/2011) COSA STA SUCCEDENDO INTORNO AL REFERENDUM SUL NUCLEARE di Comunicato Stampa | ||
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Il Governo , martedì, improvvisamente, ha deciso di presentare un emendamento, nel decreto legislativo in discussione al Senato, per trasformare la moratoria proposta circa un mese fa in abrogazione di tutti i punti previsti dal quesito referendario.L’emendamento è sostanzialmente una fotocopia del quesito con due varianti. C’è una premessa nella quale si sostiene che in attesa di acquisire “ulteriori evidenze scientifiche” sulla sicurezza nucleare, tenendo anche conto delle decisioni assunte dall’Unione Europea, “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio” di impianti nucleari. C’è una conclusione in cui si lascia aperta la porta al rientro nel nucleare, che comunque non viene mai citato, in previsione dell’adozione di una “strategia energetica nazionale” da attuare entro dodici mesi. Il nucleare comunque è rinviato sine die.I perché di questa accelerazione possono essere vari e tutti concatenati. Si vuole diffondere un messaggio rassicurante (cosa che evidentemente la moratoria non era riuscita a fare) che il nucleare non è più un problema. La maggioranza ha bisogno che si diffonda questa idea perché la contrarietà al nucleare non pesi nelle prossime amministrative e per depotenziare la partecipazione al voto del 12 e 13 giugno, per evitare che il nucleare venga bocciato esplicitamente dai cittadini e per evitare che il referendum sul nucleare trascini il quorum anche per gli altri referendum, soprattutto per quello sul legittimo impedimento.Da questa situazione possiamo trarre una prima conclusione politica: il Governo ha avuto paura della forza del movimento antinucleare. Una forza storica, che si è venuta rivitalizzando negli ultimi mesi da quando si è ricominciato a parlare del nucleare con più insistenza. Il disastro di Fukushima ha accentuato il processo e consolidato la trasbordante maggioranza antinucleare. Il Governo ha evidentemente valutato che il nucleare avrebbe pesato negativamente sulle amministrative e che il superamento del quorum al referendum sarebbe stato molto probabile.Noi, come Comitato incassiamo la marcia indietro del Governo come una prima nostra vittoria. Ma dobbiamo anche sapere che non è la vittoria definitiva. Perché, rispetto all’esito positivo del referendum, la differenza messa in campo da questa procedura abrogativa da parte del Governo consiste nel fatto che in linea teorica nei prossimi anni si potrebbe tornare a legiferare sul nucleare (come dichiarato in premessa e nel comma conclusivo), mentre il referendum sospende questa possibilità per 5 anni. Quindi, il 12 e 13 giugno, come tutti quelli che hanno a cuore la propria salute e quella dei propri figli, andremo a votare SI per dire NO al NUCLEARE , alla PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA ed al LEGITTIMO . Intanto , ci mobiliteremo per la MANIFESTAZIONE CONTRO LE ESTRAZIONI PETROLIFERE, IL 7 MAGGIO 2011 A TERMOLI SUL PIAZZALE DEL PORTO TURISTICO. Foggia lì, 26/04/2011 IL Rappresentante (Prof. Tonino Soldo)
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