(18/04/2011) E PER LA BARCA CHE E' VOLATA IN CIELO... di MaestroCastello | ||
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“E per la barca che è volata in cielo che i bimbi ancora stavano a giocare che gli avrei regalato il mare intero pur di vedermeli arrivare” (R. Vecchioni) Noi siamo del tutto estranei a questo rito della morte? È un velo ipocrita quello di non sentirsi responsabili. Siamo ormai dimentichi di un’Italia fatta di povertà e di emigrazione che ci siamo lasciati alle spalle, oggi assistiamo alla nostra stessa disperazione di allora; ma questa volta noi siamo dall’altra parte della barricata. Questi che scappano sono ragazzi cresciuti sotto l’oppressione e la violenza di regimi con cui l’Italia ha stretto alleanze e concluso affari, chiudendo un occhio di fronte alla loro illiberalità e antidemocraticità. Prima siamo rimasti in silenzio di fronte alla caduta di questi regimi, senza esser capaci di mostrar nessun plauso per le rivoluzioni in atto e poi abbiamo urlato all’emergenza esodo. Erano appena qualche decina di migliaia ed abbiamo fatto di tutto per soffocare i diritti e le vite a questi giovani migranti in fuga. Abbiamo temuto che venissero a togliere lavoro oppure che finissero per minare la nostra sicurezza; pur sapendo che non erano affatto pericolosi. Qualcuno ha azzardato che portavano scarpe firmate, ma era tutto quello che avevano addosso; perché i loro risparmi li hanno affidati allo scafista che li ha trasportati come zavorra in Italia e abbandonati a qualche miglia dalla costa. Molti di loro sono corpi senza vita, ridotti a cibo per i pesci. Li abbiamo chiamati in tanti modi: ribelli, fuggitivi, profughi, disperati, chiedenti asilo. La verità è che essi sono tra i pochi al mondo ad avere avuto il coraggio di giocarsi la vita carichi di speranza, quella stessa speranza che noi abbiamo contribuito a far morire. L’unica loro colpa, se hanno una colpa, è di essere nati dalla parte sbagliata del mondo. Forse abbiamo perso una buona occasione per restituire loro dignità. Questa potrebbe essere una ottima riflessione per prepararci cristianamente alla Pasqua. Buona vita! | ||