(30/03/2011) SANT'AGATA DI PUGLIA ED I LOFFREDO (1576 - 1806 ) II PARTE di Dora Donofrio Del Vecchio | ||
SANT'AGATA DI PUGLIA ED I LOFFREDO (1576-1806) II I Loffredo furono effettivi signori di Sant’Agata per un arco di tempo di circa due secoli e mezzo. Abitavano nel castello che, gradualmente, in risposta anche ai tempi, ai tanti fatti ed avvenimenti storici di questo lungo periodo, si andò trasformando da fortezza a dimora signorile. Oltre al castello, alla cui riparazione doveva contribuire il popolo, possedevano la Fiscalania, il Corpo della Piazza e la Bagliva, la Portolania, lo Scannaggio, la Dogana di S. Antuono con chiesa e taberna, il feudo di Palino, quello di Serbarola, di S. Pietro e di S. Maria d'Olivola, i Vacantali, le Difese “Uomo Morto” e le “Cesine”, due porcacciere nella Difesa “Voletto”, una masseria di pecore doganale, il superfluo del Demanio, il diritto di terraggiare su diversi territori, il palazzo alla piazza con taberna e trappeto, ecc.Dei Loffredo alcuni indossarono l'abito religioso (tre vescovi e nove monache); molti ricoprirono posti ed incarichi di alto prestigio nella capitale, e con i matrimoni si imparentarono con alcune delle famiglie più nobili del Regno (Guevara, Caracciolo, Piccolomini, D'Afflitto, Albani).I marchesi non disdegnarono l'apertura verso le famiglie santagatesi che vivevano more nobilium, e neanche verso il popolo, con il quale avevano precisi impegni: facevano celebrare messe nella cappella del castello il 5 febbraio, giorno dì Sant’Agata; per i contadini che non potevano ritornare in paese la domenica e nelle festività religiose facevano celebrare messe nelle chiese di S. Pietro d'Olivola, a Palino e S. Antuono; il 17 gennaio e l'ultima domenica di maggio, in occasione della processione a S. Antuono distribuivano viveri ed elemosine ai poveri; il 10 agosto, festa di S. Lorenzo, ai cavalieri che partecipavano alla cavalcata, che muoveva dal convento di S. Carlo e si concludeva al castello, offrivano le chiavi del paese. Nello stesso giorno nel teatro del castello si svolgevano delle rappresentazioni a soggetto prevalentemente religioso e le porte del castello si aprivano al popolo.I Loffredo, sempre munifici e devoti, hanno legato il loro nome ad episodi e circostanze di particolare significato per la storia religiosa e sociale della comunità santagatese. Nel 1596 su consiglio di S. Filippo Neri, papa Clemente VIII affidò a padre Giovanni Leonardi il compito di visitare i monasteri benedettini. Padre Leonardi, divenuto poi santo, venne a Sant’Agata il 2 maggio. Il nostro monastero di S. Maria delle Grazie, dopo la sua visita, risultava non idoneo ad ospitare i-monaci e doveva pertanto essere chiuso. Il popolo non voleva perdere la presenza dei benedettini e con l'avallo del marchese ottenne una proroga prima di sei mesi e poi di tre anni per ampliare e ristrutturare l'edificio. Il costo dell'opera, mille ducati, sarebbe stato pagato per 200 ducati subito dal marchese (Ferdinando III) e gli altri 800 in tre anni dalla comunità. Nel 1613 donna Eleonora Crispano, Contessa di Potenza e moglie del marchese Carlo Il, con l'intervento del vescovo di Bovino mons. Tolosa, con assenso del generale dell'ordine, P. Paolo da Sulmona, con Breve di papa Paolo V, fece costruire il convento di S. Carlo per i PP. Francescani Riformati, dotando chiesa e convento di ogni bene. Ai monaci di S. Maria delle Grazie ed ai frati dell'Annunziata e di S. Carlo ogni anno il marchese offriva, oltre ai donativi in natura (grano, vino, olio, ecc.), anche somme in denaro ed altre assistenze. Enrico Il Loffredo, contribuì con il vescovo di Bovino mons. Galderisio, e l'arciprete De Liliis alla costruzione del coro della chiesa parrocchiale di S. Nicola, coro in legno di noce scuro, uno dei beni più significativi del patrimonio artistico della chiesa matrice santagatese (1645-1670). Sul dossale dello stallo centrale è raffigurato, a mezzo busto, S. Nicola di Bari, il titolare della chiesa; sulla cornice sporgente lo stemma episcopale del vescovo Galderisio; sulle cornici dei due stalli laterali sono riportati rispettivamente lo stesso stemma dell'arciprete De Liliis e quello dei Loffredo. Il marchese Nicola Enrico III nel 1726 fece costruire a Palino la chiesa di S. Francesco da Paola. I Loffredo contribuirono alla istituzione in S. Nicola della confraternita del SS.mo. Rosario e della Buona Morte, di cui furono confratelli; alla costruzione e restauro di altre chiese e cappelle. Davano un contributo annuo al Capitolo e tra il 1814 ed il 1816 donarono alla chiesa di S. Nicola le statue di Sant’Agata e di S. Lucia, ed il dipinto della Madonna degli Angeli, che prima erano nella cappella di Sant’Agata del loro castello. Nel 1806, con le leggi eversive della feudalità ai Loffredo rimasero i titoli nobiliari. Molti territori di loro possesso furono quotizzati (Palino, Uomo Morto, Molignano; S. Antuono, Voletto, Cesine, ecc.) ed assegnati ai contadini. Dora Donofrio Del Vecchio | ||