(18/12/2010) IL NATALE 2010 VISTO DALLA PARTE DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI di Carmine Granato | ||
Appartengo alla generazione nata dopo la seconda guerra mondiale e quindi fortunata.Infatti non ho vissuto la guerra, ma sono stato spettatore nel periodo della ricostruzione e attore nel periodo del “miracolo economico italiano”; quando in Italia si respirava entusiasmo e si cercava di costruire un futuro bello per tutti. Anche insegnando si può dare una mano alla crescita di una Patria. Sono nato in un periodo in cui si apprezzavano anche le piccole cose della vita e i piccoli regali. Durante la mia infanzia, in occasione delle festività più importanti, come Pasqua e Natale, mia mamma, come tutte le signore del mio amato paesello, mi inviava “in missione” a portare a parenti e conoscenti dei piatti pieni di dolci tradizionali e io ero felice perché, di solito, tornavo a casa con il piatto vuoto, ma con qualche piccola banconota in tasca.Ricordo ancora le “banconote” da una,due,cinque e dieci lire. Sembra preistoria, ma sono passati solamente poco più di 60 anni.Appartengo alla generazione che,dopo avere conseguito una laurea, trovava subito lavoro. Il lavoro non era pagato benissimo, ma si poteva vivere decorosamente.Appartengo alla generazione che gode di un sistema pensionistico ancora accettabile per non dire decente. E si avvicina Natale.Che tipo di Natale stiamo offrendo alle generazioni che raccoglieranno il nostro testimone? Il lavoro è difficile trovarlo, soprattutto se non si è disposti ad allontanarsi da casa. Anche moltissimi laureati fanno molta fatica per trovare un posto, che spesso è malpagato. I superlaureati, soprattutto in discipline tecniche o economiche, trovano lavoro facilmente, ma devono allontanarsi da mammà e devono imparare a nuotare nel mare magnum della globalizzazione spinta che stiamo vivendo in questo inizio di millennio. I giovani di oggi avranno pensioni minime rispetto a quelle della generazione postbellica. La scuole e l’università che vengono offerte ai ragazzi di oggi non sono proprio all’altezza dei tempi. E si avvicina un altro Natale. Ma che razza di Natale offriamo ai ragazzi che saranno la spina dorsale dell’Italia di domani? Il Natale del 2010 non è un Natale come gli altri. La crisi morde e le famiglie hanno messo mano ai risparmi. Ma i risparmi non sono infiniti e se ne fanno sempre di meno perché la vita intanto è diventata più cara. La mia generazione si vanta di avere dato ai figli ciò che noi non avevamo ed ha puntato in alto portando tantissimi giovani alla laurea. Ma non tutte le lauree sono uguali e meritate e quindi assistiamo al dramma di laureati che non sanno fare un lavoro coerente con il loro titolo di studio, ma non sanno fare altro e non hanno più voglia di piegarsi ad un lavoro manuale o comunque al di sotto delle aspettative loro e dei loro genitori. Che bel regalo di Natale abbiamo fatto ai nostri figli e nipoti. Auguriamoci che lo stellone d’Italia ancora una volta ci aiuti a uscire dalle secche per riprendere il largo. (18.12.2010) Carmine Granato
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