(15/12/2010)
NON SOLO POMPEI : ANCORA IN ROVINA IL " PONTE DI ORAZIO "


di Redazione

di tzetze22 (Medie Superiori ) scritto il 04.12.10

SANT’AGATA DI PUGLIA, FOGGIA- Non c’è solo la Casa dei gladiatori di Pompei, a fare disperare gli amanti del Bel Paese: infatti, a 5 anni dal crollo dovuto alle infiltrazioni della pioggia, non è stato ancora restaurato il ponte romano di Palino, ai confini tra Candela e Sant’Agata di Puglia, in provincia di Foggia. Quello di Palino -detto anche Ponte oraziano, poiché il grande poeta venosino come raccontò nella V Satira,  lo attraversò nel suo viaggio da Roma a Brindisi- è un ponte a tre luci, costruito per superare il fiume Calaggio. Centro di convergenza e di diramazione di strade per Eclano, Benevento, Equo Tutico, Ordona e Venosa, il Ponte Palino costituì un punto di transito che metteva in comunicazione l’Irpinia, la Lucania e la Daunia. Fu quindi passaggio obbligato di varie strade tra cui l’Herdonia e l’Herculea. E’ un monumento molto importante, sia dal punto di vista architettonico, sia perché legato ad Orazio che narrò il viaggio compiuto da Roma a Brindisi nel 38 a.C in compagnia di Mecenate e di altri amici.
“A quel punto, scrive il poeta di Venosa, cominciano a mostrarsi i monti a me ben noti dell’Apulia, che sono bruciati dallo scirocco e che mai noi avremmo valicati, se non ci avesse ospitato un casale vicino a Trevico e tutto pieno di fumo da farci lacrimare, perché il focolare bruciava ramaglie umide e foglie. Lì sono tanto sciocco da aspettare sino a mezzanotte una ragazza bugiarda; poi il sonno mi coglie assorto nelle voglie d’amore e le visioni lascive di un sogno mi fanno bagnare supino la tunica da notte e il ventre.”Il viaggio proseguì, poi, verso Ordona: “e via di corsa in carrozza per ventiquattro miglia, intendendo far tappa in una cittadina, che non si può nominare nel verso, ma che per certi aspetti è facilissimo indicare: qui l’acqua, la più vile delle cose, si compera; in compenso il pane è senza confronti il migliore, tanto che i viaggiatori accorti hanno l’abitudine di farne provvista, perché a Canosa, località fondata un tempo dal forte Diomede, oltre a mancar l’acqua, il pane è di pietra.” Intorno alla prima metà del 1800, la struttura quasi abbandonata sembrava cadere in rovina, ma la costruzione della ferrovia a Candela, nel 1884, le ridiede vita e venne restaurata. Lo storico sindaco, Lorenzo Agnelli, dettò per la circostanza questa epigrafe: “[attraverso] questo ponte/ su cui la Via Appia/ e le legioni passarono/ e sino a Carlo III di Borbone/ la Puglia comunicò con Napoli/ I concordi municipi di Sant’Agata e di Candela/ dalla provincia aiutati/ per nuovi commerci/ e destini nuovi/ Cadente e solitario/ hanno restaurato/ 1884.” Eppure, un monumento così importante, per il nostro territorio -e non solo-; un  ponte che fu calcato da piedi così illustri e che era sopravvissuto per oltre 2000 anni è rimasto lesionato da una grossa frana nella notte tra lunedi’ 7 e martedi’ 8 Marzo 2005. Dopo l’accaduto il reperto venne abbandonato, e con le intemperie e la mancanza di manutenzione oggi è ridotto ad un cumulo di macerie. L’associazione “Santagatesi nel Mondo”, che si occupa di mantenere i legami con i compaesani emigrati e di salvaguardare la memoria storica del paese,  ha denunciato lo stato in cui versa questo bene culturale, segnalandolo direttamente al Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. Ancora oggi non si vedono i risultati sperati nonostante la questione del restauro sia in mano a Sandro Bondi, all’eurodeputato Salvatore Tatarella  e al sindaco  di Sant’Agata, Lorenzo Russo. Finora nessuno ha fatto nulla per salvare il monumento. Si spera che il ponte venga restaurato al più presto o che sia almeno coperto per prevenire le intemperie che lo danneggerebbero ulteriormente. Una soluzione potrebbe essere quella di trasformare tutta la zona in cui si svolse il viaggio di  Orazio, in un Parco Archeologico-Letterario, in modo che la tutela di questo settore della via Appia-Traiana, rientri nella competenza di tutti gli enti locali -e non solo- nel cui territorio è situato.

Tratto da www.scuola.repubblica.it