(07/12/2010) FOGGIA, CAPITOMBOLO ALLO IACOVONE Rossoneri distratti lasciano strada al Taranto. Disastroso il ritorno di Ivanov tra i pali di Lino Mongiello | ||
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Taranto 6 dicembre 2010. Il Foggia non solo perde il derby col Taranto ma ne esce molto ridimensionato. Allo Iacovone è andata in scena la brutta copia della squadra ammirata solo otto giorni prima col Benevento. Davvero inguardabili i rossoneri che non hanno fatto una gran bella figura sulla vetrina della Rai. Molti uomini (Ivanov su tutti) hanno fortemente deluso risultando spesso assenti dalla manovra e poco reattivi. Specialmente nella prima frazione. Un solo gol di differenza tra le due squadre non rispecchia fedelmente l’andamento della gara. Il Taranto ha letteralmente dominato, lasciando poche briciole al Foggia. Impenetrabile in difesa, asfissiante col suo pressing a centrocampo, implacabile in attacco (con un Ivanov in più). Gli ionici ringraziano ed incassano tre punti che, alla vigilia, non erano poi così facilmente preventivabili. Per il Foggia la battuta d’arresto è senza appello e deve cambiare registro, soprattutto in campo avverso, se vuol continuare nel sogno promozione. Nel Foggia l’unica novità (si rivelerà infausta) rispetto alla gara vittoriosa col Benevento è la presenza tra i pali di Ivanov. Il portiere bulgaro ritorna così tra l’undici titolare dopo ben sette turni. L’approccio alla gara dei rossoneri non è dei migliori. Il Taranto assume subito il comando delle operazioni ma i rossoneri fanno di tutto per agevolare gli avversari. La serata di Ivanov non si preannuncia delle migliori. Due suoi rinvii, molto maldestri (8’ e 14’) non sono sfruttati dagli ionici per un soffio. Ma anche i compagni di squadra sembrano spaesati e con la testa altrove. Così il Taranto non deve spremersi più di Tanto per aver ragione degli avversari. E’ Sabatino a fare le prove del gol (28’). Poi ci pensa Colombini (29’) su calcio di punizione a gonfiare la rete alle spalle dell’impreparato Ivanov. A complicare ulteriormente le cose si aggiungono i quindici minuti di “follia” di Torta che rimedia due gialli tanto sciocchi quanto inutili costringendo i propri compagni a proseguire il match in inferiorità numerica. Quindi Zeman inserisce Rigione (34’) al posto di Varga per riequilibrare l’assetto. Il Foggia comunque non riesce a costruire azioni importanti anche perché la formazione di Dionigi dopo l’acquisito vantaggio si difende in nove uomini e prova a colpire in contropiede. Quando il Taranto si distende crea diversi problemi alla retroguardia foggiana che quasi sempre si fa trovare scoperta ma riesce in extremis a rimediare. L’occasione migliore per raddoppiare è di Garufo (39’) che, egoisticamente, cerca il gran gol, anziché servire Russo smarcato alla sua sinistra. Poi Russo (45’) colpisce di testa da buona posizione appoggiando tra le braccia di Ivanov. Sul ribaltamento di fronte è però il Foggia a sciupare clamorosamente l’unica palla-gol della prima frazione. Nel corso dell’unico minuto di recupero sono in tre (Insigne, Sau e Konè) contro uno i rossoneri proiettati verso la porta dell’ex Bremec ma l’egoista Insigne (46’), con un diagonale poco preciso, fallisce l’incredibile gol del pari. Nella ripresa la musica non cambia. Ivanov (ma perché mai è in campo ?) continua con le sue incertezze nei rinvii e il Taranto insiste nel cercare il gol della sicurezza. Innocenti (4’) di testa sfiora il palo ed Ivanov è ancora in ritardo. La mancanza di sicurezza dell’estremo difensore contagia anche i compagni di reparto che gli evitano il contatto con la palla quando possono. Il Foggia è poco reattivo e non riesce a accorciare le distanze tra i reparti. Però i rossoneri potrebbero pareggiare con Sau (11’) che stavolta non è implacabile. Sul capovolgimento di fronte la sfera calciata con un tiro senza troppe pretese di Russo (12’) sfugge tra le mani di Ivanov, gli passa tra le gambe e finisce in rete. Il 2-0 per il Taranto è un regalo anticipato di Natale da parte del portiere rossonero. Solo da questo momento il Foggia cambia atteggiamento e mostra maggiore determinazione ma Bremec resta inoperoso. Zeman getta nella mischia anche Cortese nella speranza di aumentare il potenziale offensivo. Di palle gol neanche l’ombra. Solo l’intervento di Colombini su Sau in piena area consente a Insigne (35’), su calcio di rigore, di accorciare le distanze e riaprire le sorti del match. E per poco al Foggia non riesce l’impresa. Sau (40’) s’invola verso la porta di Bremec e fallisce il 2-2 per l’intervento disperato di Colombini. Nelle battute finali non c’è più forza nelle gambe da una parte e dall’altra e il Taranto, con merito, fa suo il derby. TARANTO – FOGGIA 2 - 1 Marcatori: 29’ p.t. Colombini, 12’ s.t. Russo, 35’ Insigne (rig.). Taranto (3-4-3): Bremec 6, Cutrupi 6.5, Sabatino 6.5 (46’ s.t. Prosperi s.v.), Di Deo 6.5, Migliaccio 7, Colombini 7, Antonazzo 6, Giorgino 6, Innocenti 6 (42’ s.t. Branzani s.v.), Russo 6.5 (23’ s.t. Rantier s.v.), Garufo 7. A disp.: Barasso, Cotroneo, Pensalfini, Ciotola. All. Dionigi 7. Foggia (4-3-3): Ivanov 2, Candrina 6, Regini 6, Salamon 5 (31’ s.t. Palermo s.v.), Torta 3, Iozzia 5, Varga s.v. (34’ p.t. Rigione 5.5), Sau 5, Burrai 5 (26’ s.t. Cortese s.v.), Insigne 5. A dip.: Santarelli, Caccetta, Laribi, Agostinone. All. Zeman 5. Arbitro: Di Paolo Aleandro di Avezzano 6.5. 1°Ass.: Paiusco Valentino di Vicenza 7. 2°Ass.: Gava Omar di Conegliano Veneto 7. Note: Terreno in non perfette condizioni. Spettatori 5.000 circa. Ammoniti: Cutrupi, Sabatino, Colombini (T), Rigione (F). Espulso Torta 31’ p.t. per doppia ammonizione. Angoli: 7 – 3 per il Tarant0. Recuperi: p.t.1’ e s.t. 5’. Nella foto il gol dell'1-0 di Colombini di Lino Mongiello
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