(29/11/2010) TRA IL DIRE E IL FARE : E' ORA DI PENSARE A UN SERIO SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI MALATI di Carmine Granato | ||
La trasmissione “Vieni via con me”, condotta da Fabio Fazio e da Roberto Saviano, ha provocato polemiche e prese di posizione anche molto importanti. Il Ministro degli affari Interni, Roberto Maroni, ha partecipato alla seconda puntata della trasmissione su sua richiesta per difendere l’onorabilità della Lega e per fare sapere come combatte la mafia dal Vicinale; ha letto un suo elenco, ha presentato le sue rimostranze e tutti i telespettatori hanno potuto farsi un’idea di ciò che è stato detto. Analogo trattamento pretendono anche i malati o i parenti dei malati che a differenza di altri hanno deciso di “non staccare la spina”, ma di vivere e di sperare. Essi chiedono di potere intervenire in trasmissione perché è stata data la parola a Beppino Englaro, padre di quella Eluana di cui tutti ricordiamo la triste vicenda, e a Mina,la moglie di Welby che aveva chiesto di !staccare la spina”. Anche in questo caso sono nate aspre polemiche e in moltissime trasmissioni sono chiamate persone che hanno deciso di vivere comunque, amorevolmente assistiti dai familiari, dagli Unità Sanitarie Locali, dagli amici e dai parenti. Fino a oggi gli autori della trasmissione non hanno accettato che malati o parenti di malati intervengano nella prossima puntata. Ferdinando Casini,il leader dell’Udc, ha persino rifiutato Di essere ospite in una trasmissione televisiva condotta da Fabio Fazio. Evidentemente a lui come ai malati interessa apparire nella stessa trasmissione nella quale sono intervenuti Beppino Englaro e Mina Welby. Non tocca a noi distribuire ragioni o torti, ma un riflessione la vogliamo fare. Anzi desideriamo rivolgere un appello a Giorgio Napolitano, il Presidente della Repubblica Italiana, affinché si adoperi per chiedere al legislatore che dia piena attuazione al dettato costituzionale che garantisce la tutela della salute a tutti i cittadini. A tutti.Avendo i capelli bianchi, ricordiamo di avere visto ancora politici di ogni colore stracciarsi le vesti in televisione e perdere la memoria in parlamento o in consiglio dei ministri.Insomma, si fa presto a dire che tutti devono potere vivere fino alla morte naturale, ma quali mezzi, quali aiuti, quale sostegno si dà alle famiglie che assistono i malati in casa?La crisi la sentono soprattutto i congiunti dei malati che hanno lasciato il lavoro per assistere i loro cari.Chi si preoccupa di quelle persone che sono affette da malattie rare? Esse si sentono veramente in balìa del caso e di una forza che nessuno vuole combattere o almeno arginare. In questi giorni si parla di una montagna di miliardi di euro che dovrebbero servire per lo sviluppo del sud. Sarebbe interessante sapere quanti di essi saranno destinati a razionalizzare e a rafforzare le strutture sanitarie meridionali. Anche per evitare il turismo sanitario dal sud al nord di questa benedetta Italia, che a 150 anni dalla raggiunta unità non trova ancora il bandolo della matassa. (29/11/2010) Carmine Granato
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