(19/11/2010)
BASTA PAROLE " FORTI " E' ORA DEI PROGETTI " FORTI "


di Carmine Granato

Da qualche mese a questa parte il linguaggio usato in televisione da parte di politici di ogni scuderia è diventato più o meno pesante e preoccupante. Pesante perché essi usano parole veramente “forti” e spesso lo fanno anche a vuoto e sull’onda di informazioni affrettate o sbagliate;oppure semplicemente per farsi un po’ di propaganda. All’avversario politico non si dice più che si sbaglia, ma che è falso e bugiardo, ipocrita e traditore. E se l’avversario timidamente accenna a formulare una risposta viene sommerso da una logorrea inarrestabile spesso incoraggiata dai conduttori televisivi perché la dialettica scorretta e condita di insulti fa ascolto. Tuttavia anche trasmissioni “diverse” e non “urlate” cominciano ad essere apprezzate e speriamo si tratti di una svolta.Volendo esagerare possiamo dire che ormai solamente il Papa e il Presidente della Repubblica usano un linguaggio non violento.Tre disgraziati frugano nei rifiuti per cercare qualcosa di utile per loro? Immediatamente diventano sciacalli da fucilare sul posto. Ho avuto modo di vedere e ascoltare il presidente della provincia di Treviso, Muraro, e non mi pare il tipo da imbracciare il fucile facilmente per uccidere un uomo ladro, ammesso che i tre stessero rubando. Quindi mi sono meravigliato che abbia invocato la legge marziale contro gli sciacalli dell’alluvione. Lo stress può giocare brutti scherzi. Ricordo che la polizia di Agadir, che negli anni 60 dello scorso secolo fu colpita da terremoto e maremoto in concomitanza, fu autorizzata a sparare a vista contro gli sciacalli, che numerosi giravano per le case a spogliarle. Proprio come avveniva in molte città italiane durante i bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale. Oggi in Italia queste misure repressive sono inattuabili.Anche le misure straordinarie previste per favorire la ripresa hanno dato luogo a violente polemiche politiche, che poi diventano personali e che alla fine della catena seminano odio e frasi fatte tanto forti da incrinare anche rapporti di amicizia o di parentela.In televisione è avvenuto uno scontro all’arma bianca tra esponenti del nord, con Luca Zaia governatore del Veneto in testa, e rappresentanti del sud trai i quali Emiliano, il sindaco di Bari.Sembrava di essere tornati alla guerra fra Greci e Troiani. In questa grande confusione politica e mediatica si stanno moltiplicando partiti e partitini e sta prendendo forza persino un partito neoborbonico. Questa balcanizzazione dell’Italia non promette serenità e progetti per una eventuale ripresa, ma ci assicura un periodo di pericolo per la nostra solidità finanziaria e economica e sociale.E’ da sperare che Giorgio Napolitano, il Presidente di tutti gli italiani, sappia gettare acqua sul fuoco delle polemiche e che riesca a convincere le altre cariche dello stato e delle istituzioni a mettere da parte le parole “forti” per mettersi intorno ad un tavolo per elaborare “forti” progetti utili a tirarci fuori dal pantano politico ed economico che ci attanaglia.

(19/11/2010) Carmine Granato