(09/11/2010)
ALLUVIONE DE VENETO. SI MUOVONO LE ISTITUZIONI E SI AGITA LA POLITICA


di Carmine Granato

I gravi danni arrecati  a molta parte del territorio del Veneto dall’alluvione degli scorsi giorni e le polemiche seguite hanno raggiunto il Palazzo. Da oggi  in poi verranno a visitare le zone alluvionate il presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, che incontrerà a Padova i sindaci dei paesi danneggiati, il presidente del consiglio,Silvio Berlusconi, il ministro Umberto Bossi e altri politici che hanno la loro base elettorale in Veneto.Il loro arrivo è stato preceduto dagli interventi di Guido Bertolaso, ormai sulle soglie del pensionamento, per il coordinamento delle azioni della protezione civile, e da molte polemiche sulle mancate attenzioni per questo territorio e sul confronto nord sud, vecchio e stantio anche perché si sentono ripetere sempre gli stessi concetti in un quadro politico che tuttavia sembra proporre grosse novità. I maligni dicono che il governo si sta muovendo in seguito alla minaccia  di non versare le tasse ventilata nel Veneto e non certamente da cittadini  comuni, ma da rappresentanti di enti locali e di associazioni di datori di lavoro di notevole peso economico e politico come Francesco Peghin,presidente di Confindustria Padova.Intanto è in corso una nobile corsa alla solidarietà da parte di enti ed associazioni. Il presidente della Camera di Commercio di Padova, Roberto Furlan, è stato il primo a disporre un generoso aiuto e a seguire anche altre organizzazioni hanno aperto i cordoni della borsa, ma si tratta di cifre utili per i primi interventi. Il grosso dell’aiuto si aspetta dal governo di Roma.In questo quadro di disastro naturale è riaffiorata la polemica nord – sud  con toni che sono vecchi, ma che si inseriscono in un quadro politico nazionale in movimento, ma anche alla luce di iniziative politiche nate al sud  per pareggiare la presenza della Lega Nord, che ha acquisito un notevole peso specifico nella politica nazionale e che amministra il Veneto e il Piemonte.Noi pensiamo che con il campanilismo regionale e  frazionando l’Italia hanno da rimetterci  in maniera grave sia il nord sia il sud. Ciò che occorre, a nostro parere, è un serio piano di ristrutturazione economica ed ambientale che coinvolgano l’Italia dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.Perché un piano del genere abbia successo occorre che il sud si dia una mossa e abbandoni l’idea che tutto debba venire dall’alto e che il nord abbandoni i vecchi pregiudizi e contribuisca fattivamente a  creare una politica di valenza nazionale, ma utile a tutte le regioni. Indistintamente.

(9 /11/2010)

Carmine Granato