(13/10/2010) ROCCO CAUTILLO PRESENTA QUESTA MATTINA AL LICEO LANZA L'ANTOLOGIA DEI RAGAZZI DEL CAMPIELLO L'autore di origini santagatesi protagonista della rassegna 'Incontri extravaganti' e questa sera di Ubik: un nuovo caso letterario in Capitanata di Samantha Berardino | ||
![]() Foto di Franco Cautillo | ||
Finalista al premio letterario Campiello, unico rappresentante dell'Italia centromeridionale, Rocco Cautillo, figlio del noto fotografo Franco, porta nel nome tutta l'autorevolezza delle sue origini santagatesi.
Ventidue anni, un barlume fuorviante di timidezza e una spavalda confidenza con la comunicazione, travestita dietro mille divertenti fobie e ansie, Rocco ha presentato questa mattina, nell'aula magna del Liceo classico 'Lanza' di Foggia, l'antologia dei cinque finalisti del Campiello giovani in cui si trova il suo racconto Una gioia continua e grandissima, oltre ai lavori di Letitia Fontana, Valentina Moro, Raffaella Petrosino e del vincitore Ciro Gazzola, tutti veneti e friuliani.
Al concorso per i narratori emergenti la Puglia in questi anni ha regalato soltanto quattro autori: a parte la tarantina Flavia Piccinni (vincitrice nel 2005), gli altri sono tutti foggiani e tutti ex alunni del Lanza, diretto oggi da Giuseppe Trecca: nel 2000 Ilaria Scarpiello, figlia del pulp di Ammaniti e oggi psicologa, nel 2001 Valeria di Napoli alias Pulsatilla e oggi il giovane Rocco.
La sua storia 'made in Foggia' è ambientata in un seminario dove il trovatello Deodato (nome alquanto simbolico) ritrova suo padre e si confronta con i personaggi più tipici della Foggia attuale (i fighetti e gli sfigati) anche e soprattutto attraverso il motore immobile di don Faustino, interessantissimo personaggio non solo ispirato ma disegnato proprio su don Fausto Parisi, direttore dell'altro liceo foggiano, il Sacro Cuore.
Rocco parla per immagini, inventa parole, fa un uso talmente creativo della scrittura, quasi da associarsi al linguaggio cinematografico, molto spesso chiamato in causa. Invece no, stavolta, proprio per l'estrema dinamicità e avventurosità del racconto, ciò che ci viene suggerito è il rapporto con il luogo, con la città, come se un giorno Foggia potesse approdare nei paesaggi della letteratura e, chissà, diventare meta di un vero turismo letterario.
Il racconto è ironico e graffiante, tanto che il comitato tecnico del Campiello si è sbilanciato nel giudizio definendolo "affabulatorio". "Con uno sguardo acuminato, - scrivono - una disincantata autoanalisi e una lingua ironica e tagliente, prende corpo un romanzo di formazione grottesco e serissimo, tenero e dissacrante. Una voce originale, fuori dal coro di solipsismi adolescenziali, di sorprendente maturità espressiva".
Da qualche anno diviso tra Foggia e la Capitale Rocco ha le idee chiare: vuole proseguire nel mestiere della scrittura, a partire proprio dal suo ricco blog 'Serpillo' e dalla prossima pubblicazione che la casa editrice Marsilio gli ha chiesto di realizzare. Il giovane Cautillo, data anche la dissacrante ironia che lo caratterizza, non sembra avere alcuna voglia di prendersi troppo sul serio, sa che avrà bisogno di strumenti per affinare il suo percorso letterario e artistico e che dovrà mantenere quel distacco e quello disincanto che fanno della sua scrittura uno strumento non solo narrativo ma, diremmo, quasi profetico.
Dopo l'incontro 'extravagante' della mattinata questa sera poi, alle ore 19, nella sala eventi della libreria 'Ubik' Rocco Cautillo converserà con pubblico e lettori supportato dal direttore artistico Michele Trecca, con la moderazione della professoressa Mariolina Cicerale, responsabile degli eventi culturali del Liceo Lanza di Foggia. | ||