(07/10/2010) IL SALUTO AL NOSTRO PARROCO DON SANTE, CHE LASCIA S.AGATA PER CASTELLUCCIO DEI SAURI Al suo posto, alla guida di San Nicola, padre Eugenio Galignano, frate minore conventuale di Samantha Berardino | ||
Lo abbiamo appreso dall'ultimo numero di Voce di popolo, lo scorso 1 Ottobre, che Sua Eminenza Francesco Pio Tamburrino ha reso pubbliche le nuove nomine parrocchiali per questo anno pastorale durante la consueta celebrazione eucaristica del 28 settembre per ricordare l'avvio del suo ministero nella nostra diocesi di Foggia-Bovino.
"I sacerdoti - ha detto durante l'omelia - hanno accettato le nomine in spirito di serena e gioiosa accoglienza". E noi sappiamo che l'obbedienza e la generosità nei confronti della Chiesa sono qualità che i consacrati cercano e a cui si dedicano nello stesso istante in cui accettano la chiamata di Dio.
Ma è vero che c'è un po' di tristezza in ogni saluto, pur certi del dono che la nostra comunità riceve con la nomina a parroco arciprete di San Nicola, Sant'Andrea e San Michele Arcangelo di Sant'Agata di padre Eugenio Galignano.
Al 'nostro' don Sante, perché ormai dopo quasi dieci anni dal suo arrivo è un nostro concittadino e un nostro amico, è stata affidata la parrocchia del Santissimo Salvatore di Castelluccio dei Sauri e nel mese di ottobre si celebreranno le celebrazioni eucaristiche ufficiali di ingresso dei nuovi parroci.
Per entrambi si tratta di un nuovo percorso di evangelizzazione e nei confronti di entrambi l'intera comunità nutre stima e fiducia. Padre Eugenio, che già conosciamo perché appartiene i frati minori del Convento di Sant'Antonio, sarà un ottimo pastore. Ha il dono della parola, il talento della retorica e certamente il carisma della predicazione. Spiega e convince. Trascina i fedeli ad ascoltare, a credere, ad impegnarsi. Ha la vocazione di essere gioioso e pieno di vita, come i frati francescani sanno essere, ma le sue omelie sono profonde e riflessive, ricche. La nostra comunità ha certamente bisogno di accedere ai principi della teologia con parole buone, facili e sincere e nello stesso tempo di comprendere quanto sia grande l'amore di Dio, senza banalità e troppi assiomi indiscutibili.
Don Sante ci ha insegnato la preghiera, la pazienza dell'adorazione, la devozione verso la Vergine e l'importanza di affidarsi completamente a Cristo con la meditazione, la contemplazione, i sacrifici, i fioretti, con l'umiltà di riconoscere i peccati nel sacramento della confessione, a cui tante volte ci ha richiamato.
Originario di Bovino, don Sante ha guidato per anni la comunità di Monteleone, che gli è molto affezionata, prima di giungere a Sant'Agata per raccogliere la significativa eredità del suo predecessore, il castelluccese don Michele Falcone. Con noi ha festeggiato i quarant'anni di sacerdozio nel 2009, ha celebrato battesimi, matrimoni, cresime, comunioni, purtroppo numerosi funerali e tutti i momenti che scandiscono la vita di un paese strettamente legato ai rituali religiosi.
È stato presente raccogliendo l'invito a continuare le tradizioni e le devozioni locali, ha organizzato le processioni e i pellegrinaggi: la Consolazione nei pressi di Deliceto, il santuario di Valleverde a Bovino, Lourdes, l'Incoronata. Ha accompagnato i santagatesi quando hanno vestito la Madonna Nera e quando le hanno offerto l'olio, ogni anno quando preparano i carri e ha accolto a Sant'Agata la visita, oltre che di Maria Incoronata, anche delle reliquie di San Rocco, di San Giovanni Leonardi, del Beato Lucci.
È stato con noi durante i riti della Settimana Santa e la Via Crucis, durante la fiaccolata di Natale con il Bambino Gesù e la benedizione del presepe in Piazza, senza mai dimenticare le celebrazioni per i defunti nella cappella della Madonna dell'Arco e al Cimitero, soprattutto nei periodi in cui tanti santagatesi tornano e ripensano ai proprio cari. La preghiera è sempre stata una consolazione e un modo per sentirsi più vicini a Dio.
Questo suo amore semplice per la Chiesa l'ha portato ad essere a volte duro nei confronti di alcuni costumi attuali, come i festeggiamenti per Halloween, e delle più moderne forme dell'intrattenimento, della moda o dei giochi 'al limite' degli adolescenti, spesso rimproverati perché abituati a far tardi, correre con le auto e ubriacarsi e fare schiamazzi.
Però don Sante c'è sempre stato, scende i Piazza tra la gente ad ascoltare, a chiacchierare, a vivere la vita di paese, a dimostrare di essere un uomo con cui si può parlare, a cui si può chiedere. Non è mai mancato nelle occasioni ufficiali, negli eventi organizzati dall'amministrazione comunale, che spesso richiedono la presenza e la benedizione delle autorità religiose. Per esempio, sono anni che è don Sante ad inaugurare la Fiera di San Pasquale al Campo sportivo San Carlo.
Ci tiene don Sante alla nostra comunità. Nel 2006 si è aggiudicato il bando restauri della Fondazione Banca del Monte di Foggia per il restauro della tela della Madonna degli Angeli con i Santi Andrea e Pietro che si trova nella chiesa di S.Andrea e c'era quando, dopo delicati interventi di restauro, nel 2008 è tornato nella stessa chiesa l'antico crocifisso ligneo.
Non possiamo che augurargli la protezione dei Santi e l'intercessione di Maria per la nuova missione che con forza e spirito di carità sta per intraprendere, certi che la sua opera pastorale nella comunità di Castelluccio sia costruttiva e generosa come è stata da noi, e ringraziarlo per la carità che ha offerto e donato a noi, qui a Sant'Agata di Puglia. | ||