(03/10/2010) TUBOPLAST DI SANT'AGATA DI PUGLIA : ANCORA BUIO IL SUO FUTURO di Francesco Barbato | ||
![]() | ||
Nascita, crescita, decadimento e profonda incertezza nel futuro. Potremmo riassumere in questi termini e con questi passaggi le sorti della Tuboplast di Sant'Agata di Puglia, azienda che operava nel settore termoidraulico addetta alla produzione di prodotti e sistemi completi per l'impiantistica idrotermo sanitaria. L'azienda, rilevata nel 2004 dai frateli Pacini di Termoli da Ennio Giampreti, dava lavoro, almeno fino a qualche mese fa, a 37 dipendenti i quali ad oggi non sanno ancora quale sarà il futuro dello stabilimento e di conseguenza il loro. I problemi sono iniziati circa un anno fa quando la Tuboplast, dichiarando di trovarsi in difficoltà, iniziò a non pagare gli stipendi gli operai. Il tutto sfociò, nel gennaio scorso, in un forte sciopero da parte dei dipendenti, con undici giorni di presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Da allora la situazione è andata via via peggiorando, rendendo sempre più incerta la posizione e degli operai e della Tuboplast stessa. In tempi non sospetti alcuni dipendenti affermarono di non percepire, oltre agli stipendi arretrati, anche la cassa integrazione, situazione che indusse i lavoratori, tramite il sindacato, ad attuare decreti ingiuntivi verso l'azienda. Oggi la situazione non pare essere migliorata, tanto è vero che degli stipendi arretrati neanche l'ombra, e in più si è aggiunto il serio rischio della chiusura dell'azienda. Rischio che si sta cercando di evitare cercando nuovi imprenditori pronti a rilevare lo stabilimento, facendo sì che i 37 dipendenti tornino al lavoro. Nei giorni scorsi, in Provincia, si è tenuta una riunione a cui hanno preso parte l'attuale proprietà e una cordata interessata all'acquisto dell'azienda, ma l'accordo non è stato trovato, così come ha confermato il responsabile sindacale Angelo Simone. Eppure la Tuboplast di Sant'Agata, quando era produttiva, aveva fatturati di tutto rispetto riuscendo a mettere in commercio un prodotto, il multistrato, con caratteristiche qualitative fra le prime a livello europeo. Ad oggi non è quindi ancora chiaro il motivo di una così profonda crisi, che è comunque l'unico dato certo in una situazione che di certezze ne presenta ben poche se non quelle legate alle difficoltà dei 37 operai, i quali attendono risposte e un lavoro che non hanno più. Francesco Barbato Articolo tratto da www.foggiapress.it | ||