(30/09/2010) STORIE E VITE DEGLI EMIGRANTI : ESPERIENZE BASILESE | ||
![]() | ||
Nel mio primo giorno di lavoro presso il ristorante della stazione di Basilea venni a conoscenza di novità, completamente estranee al mio modo di vivere, fino allora senza nessuna esperienza. Prima di tutto verso le nove ci fecero interrompere il lavoro che stavo imparando con calma e ci fecero sedere a un tavolo per lo znüni o merenda del mattino. La stessa cosa capito’ al pomeriggio per lo zvieri ( merenda delle quattro ). Poiché non ero abituato a mangiare né a colazione e nemmeno alle nove, questa interruzione mi sembro’ utile solo come pausa per il riposo e per conoscerci meglio. Ognuno prese qualcosa da bere o da mangiare. Poiché non ero abituato a bere né il caffè e nemmeno altre bibite, quando mi domandarono che cosa avevo piacere di bere, poiché mi ricordavo che in tanti romanzi avevo spesso sentito parlare di una bevanda, molto nota in Inghilterra, chiesi il thé. Anche per far capire che ero abbastanza esperto e conoscitore.Cosi una mano gentile poso’ davanti a me un classico bicchiere di vetro con una bustina infilata dentro. Questa fu un’altra novità di quel giorno. Nessun’altra persona aveva preso il thé. Ero l’unico. Non sapevo cosa dovevo fare con quella bustina. A un certo punto, dopo aver atteso invano che qualcun altro si sedesse al tavolo e, per miracolo, prendesse la stessa bevanda, cominciai a bere, con un disgusto inimmaginabile e mi bruciai persino la lingua. All’interno del bicchiere c’era esattamente ancora acqua bollente. L’amico paesano che mi aveva trovato quel posto e che lavorava con me, aveva notato il mio disagio e mi chiese perché non ci mettessi lo zucchero, convinto che cosi avrei dovuto girare e far sciogliere il thé.” Non preoccuparti- feci io- Sono abituato a bere senza zucchero! “ E continuai imperterrito e stoico a bere lentamente e a non farmi accorgere.Naturalmente quel giorno, di nove ore di lavoro, senza le pause, imparai altre cose a mie spese. E a fine mese fui felice e contento di ricevere il mio primo salario mensile di 150.- franchi, anche se rimasi un po’ male, quando mi accorsi che mi avevano dedotto un paio di fianchetti per la vecchiaia. A quei tempi non sapevo cosa fosse. Lo imparai molti anni dopo. Ed ora ne sono un esperto! Enzo Castelli Losone Ch | ||