(29/09/2010)
LA CREDENZA POPOLARE DEL MALOCCHIO


di Mariagrazia Bonuomo

L’ucchiatura o il maluớcchie è una delle tradizioni popolari più radicate in Italia, Sant’agata non fa eccezione spesso purtroppo condiziona gli abitanti santagatesi senza distinzione di età.Queste pratiche così come le fatture e altre credenze popolari sono ancora oggi tramandate di generazione in generazione e suggestionano dai tempi più antichi molte persone sensibili e in difficoltà trovando sempre terreno fertile nelle ansie sociali di cui soffre tantissima gente.Il temine malocchio significa letteralmente occhio che getta il male può essere volontario o involontario, secondo la tradizione è un atto causato dall’invidia di persone predisposte che possono creare malessere attraverso lo sguardo innocente, accompagnato da un apprezzamento. Una delle metodologie santagatesi per evitare il malocchio è aggiungere ad ogni apprezzamento nei confronti soprattutto dei bambini la celebre frase che non vi deve sfuggire se venite da queste parti ” benediche crisce”, ogni qualvolta si fanno apprezzamenti soprattutto sui bambini, altrimenti un po’ scherzosamente (lo spero), si rischia di essere coinvolti involontariamente in un malocchio ed essere portatore di malanni. E’ incredibile ma molta gente ci crede ancora la scienza e il Cicap, comitato italiano per  il controllo delle affermazioni sul paranormale dal 1989, combatte per trovare spiegazioni nei confronti di queste tradizioni popolari, che spesso conducono le persone in mano a delinquenti. La persona capace di togliere il malocchio, si serve di un piatto con dentro due dita d’acqua, versa tre gocce d’olio d’oliva, in base alla forma soggettiva che la macchia d’olio produce, la guaritrice stabilisce se si tratta di occhiatura e della sua gravità o per fortuna del mal capitato se si tratta di altro. Inizia il rito di guarigione tre segni della croce sui due protagonisti sfiorando fronte, labbra e petto, poi preghiere e parole poco decifrabili, tramandate la notte di natale e si ripete la caduta della goccia d’olio, se si dilata la goccia di olio nel piatto il malocchio è tolto altrimenti si ripete l’operazione. Sicuramente per chi soffre spesso d’insicurezze, atteggiamenti depressivi possono trovare in questi gesti rassicurazioni, risoluzioni e altro, ma ci sono molte spiegazioni. Una di queste e ad esempio si può sperimentare prendendo due piatti fondi. Su uno di questi ci strofinate un batuffolo di cotone imbevuto di olio, vi accorgerete che nella procedura anti malocchio nel piatto pulito le gocce di olio rimangono compatte, su quello sporco le gocce si dileguano. Questa informazione non vi soddisfa provate a mettere tre gocce di olio su un piatto a varie distanze i risultati cambiano. Il problema non è se crederci o no ma è un altro a mio parere, riuscire a salvare il superstizioso da se stesso senza condizionamenti esterni. Se volete potete visitare il sito www.cicap.org  che soddisferà tutte le vostre curiosità, con professionalità dati molti nomi celebri come Piero Angela e Massimo Polidoro.