(19/09/2010)
SIAMO PROPRIO " DIVERSI "


di Mario De Capraris

IN RISPOSTA A CARMINE GRANATO

Caro Carmine, 

   mi piace quello che hai detto. L’arguta osservazione riferita ai vecchi che mi dicevano che non sarei più tornato: è vero quello che dici: “in quel ‘non tornerai’, più che ad un ritorno fisico, essi pensavano ad un ritorno “culturale”. Mi sono anche divertito quando hai scritto dello “status della ‘diversità’… che viene attribuito a chi per mille motivi ha dovuto comprare un biglietto di sola andata.” Mi hai fatto venire in mente quando tempo fa, eravamo tra amici,  incontrammo un compaesano il quale, parlando del più e del meno e venendo a sapere che avevamo sposato donne di città, si era fatto tante di quelle risate. Adesso è chiaro. Rideva perché aveva trovato un gruppo di “diversi”, quasi una minoranza etnica che suscitava la sua ilarità.     Mi piace, Carmine, che dai un’immagine positiva del fatto di essere andati via. Dici che la cosa ha comportato una crescita, un arricchimento, spesso un’affermazione nella società, anche se tutto ciò nessuno se l’era andato a cercare. Io sono d’accordo con te e in fondo la mia è stata solo una descrizione della realtà di allora, che avveniva secondo un copione prestabilito. Che poi, se vogliamo, la situazione nuova si presentava più o meno gestibile, secondo se uno andava all’estero oppure se si era allontanato di pochi chilometri dal paese,  se si andava a fare mestieri difficili o meno. Insomma la situazione è molto diversa da caso a caso. Sta di fatto che ci si salutava con la famiglia. Tornavi l’estate, e poi nemmeno più l’estate, perché nel frattempo chi era rimasto aveva venduto le proprietà sino all’ultimo pezzo di terreno, e così, mentre tu ti affannavi a cercare di recuperare il recuperabile, c’era chi badava a recidere le sia pur piccole radici.   Quando poi oggi si torna – per una breve visita, perché, ripeto, non esiste più nessuna proprietà, né famiglia – avviene ciò che non si sarebbe mai pensato ed è terribile constatarlo: e cioè che non si sarebbe disposti a rimanere per abitarvi. Si è andati via perché così prevedeva il copione; si è stati lontani con la convinzione che un giorno saremmo tornati; e poi alla fine si torna che non  interessa più rimanere. Siamo proprio “diversi”. È vero, Carmine, la città ci ha fagocitati. Avevano ragione i vecchi. 

Mario De Capraris