(30/08/2010)
UOMINI E PIETRE, POESIA SANTAGATESE


di Carmine Granato

Poesia santagatese Uomini e Pietre, di Francesco Soldo 

Chi legge con attenzione questo splendido libro di poesie scritte in santagatese si rende conto che esso racchiude la storia e l’anima di un paese che fu e anche di un paese che è ancora.Spesso i poeti scrivono con il cuore  e riescono a cogliere aspetti della vita quotidiana che noi comuni mortali  osserviamo distrattamente e dimentichiamo nello spazio di un attimo.Ma a volte i poeti ci dicono più di quello che scrivono. E menomale che Francesco Soldo coltiva la passione della poesia in santagatese perché  forse  inconsapevolmente è diventato  uno storico che fa parlare gli “uomini e le pietre”. Gli uomini passano  invece le pietre restano se hanno la fortuna  di essere ben conservate. Soldo le fa parlare anche quando esse sono “violentate”. “Schéle scalerre” non è solamente una  lampo di memoria poetica che fa rivivere la poesia delle scale in pietra di una volta, ma anche un passo di urbanistica  santagatese. Uno studente di architettura potrebbe tranquillamente scriverne un capitolo di una possibile “Urbanistica di Sant’Agata di Puglia dal secondo dopoguerra a oggi”. E ci sarebbe tanto da scrivere. Francesco Soldo sa fare rivivere e parlare uomini come “Ron Gerard lu banditore” che sono passati, ma che hanno lasciato traccia nella tradizione e nella memoria della nostra Sant’Agata. E non trascura di  tratteggiare con doviziosa  proprietà di linguaggio e con poetica leggerezza i mestieri come si  esercitavano una volta. Li furnère ( i fornai) esistono e lavorano anche oggi, ma il modo di operare dei fornai di oggi non è neanche lontano parente di quello usato nella Sant’Agata contadina e operaia prima della grande emigrazione degli anni cinquanta dello scorso secolo, che l’ha spopolata in misura percentualmente sensibile.Al fine poeta Francesco Soldo non potevano sfuggire le tradizioni religiose santagatesi  come “re zecarerre” (le strisce di stoffa) che a Sant’Agata  si mettono intorno al collo ai bambini e agli animali per “evitare il male”. E i giochi ? I giochi già pronti nella Sant’Agata che fu non si sapeva cosa fossero. I bambini spesso se li costruivano da sé con fantasia creativa e acquisendo quella manualità  che sarebbe servita a molti che da grandi sono diventati artigiani e musicanti. In questa raccolta di poesie Francesco Soldo ci parla  de “Li tacchere” (Bastoncini) che erano molto usati, ma solo pochi li sapevano usare in maniera veramente efficace e vincente. Ora il cronista si deve fermare altrimenti nessuno legge “Uomini e Pietre” ricco di storia , di poesia, impreziosito dalla copertina e dalle efficaci e pertinenti illustrazioni di Antonio Gervasio. Questo libro non deve mancare nelle biblioteche dei santagatesi perché emana odore di Sant’Agata proprio come una “panella”  appena sfornato da “lu furnère”.

Carmine Granato

Francesco Soldo, Uomini e Pietre, Foggia 2010