(30/07/2010)
GRUPPO CULTURALE " AGANIS " E SANTAGATESI NEL MONDO


di Maria Grazia Mongiello

Gentile  Signor Leonardo  Capano,

sono lieta di condividere con Voi la nascita di un Gruppo culturale denominato “Aganis”nella comunità dove vivo da diversi anni.

Figlia di emigranti, ho lasciato la mia Terra d’origine ormai da circa vent’anni. Ma sempre più forte sento talvolta il richiamo delle origini. E il vostro sito mi dà l’opportunità di sentirmi vicina ai luoghi e alle persone care, di riscoprire e rievocare immagini,  antichi odori e.. sapori, nonché  suggestioni dell’infanzia trascorsa a S.Agata di Puglia.……..Avendo vissuto personalmente l’esperienza dell’emigrazione, mi ha sempre molto affascinato l’idea del viaggio per terre nuove e sconosciute. E la metafora del viaggiatore, col suo bagaglio di speranze e curiosità, è il simbolo di questo per-corso iniziato per caso. Ma se è vero che si inizia per caso, non si resta per caso.

Da  diversi anni lavoro a scuola nel campo dell’intercultura cercando costantemente di

accrescere la formazione professionale attraverso percorsi di specializzazione e di

aggiornamento, funzioni incarichi, ognuno dei quali ha rappresentato una potente leva per migliorare i successivi percorsi di sviluppo professionale, un incentivo a conoscere, un’apertura a nuovi orizzonti.Cambiare i propri punti di vista non è un’impresa facile, né automatica. Implica una propensione al cambiamento e dipende molto dalla motivazione intrinseca, forse anche dai sentimenti e dalle emozioni che ci spingono ad affrontare la nostra vita ogni volta come una stagione diversa. Ultimamente mi sono fermata a riflettere che, ormai, ho trascorso la metà dei miei anni fuori dalla mia Terra. I miei figli sono nati qui.Perciò quando mi chiedono “Da dove vieni?” (..non avendo mai perduto la caratteristica cadenza pugliese!), mi fermo a riflettere.  Perchè, a dire il vero, mi sento un po’ di là e un po’ di qua.Sono, come dire,.. in una terra di frontiera! La frontiera (limens), non è una linea di confine che separa nettamente e divide . Non significa trovarsi  “al di qua” o “al di là”. E’ una “terra di mezzo”.E’ un filtro che  non divide, ma collega.E dovunque ti trovi, l’importante è sempre provarci ..”..non affogare nella pigrizia mentale. Guardarsi intorno. Osare cambiare, cercare nuove strade..” (da L’attimo fuggente, film di Peter Weir, 1989)

 “Mirum somniavi somnium”: Ho fatto un sogno bellissimo.

E siccome i sogni, se esistono, è perchè essi debbano essere realizzati, Questo sogno, portato da me  tenacemente e caparbiamente avanti come “vera santagatese d.o.c.”, trova la sua ispirazione proprio nella associazione culturale santagatese “Calabius”. Sono stata sempre molto orgogliosa delle mie radici ed ho sempre parlato del mio Paese come una fucina di persone intraprendenti, intellettuali e artisti…La nascita di questo sogno  ha significato l'occasione di conoscersi, di confrontarsi , di condividere idee e valori. E' stato un sogno partito da lontano, portato avanti tenacemente con il supporto di persone che hanno creduto nella sua bellezza, autenticità  ed importanza.
…….Perchè ho creduto nella nascita e realizzazione di un gruppo culturale?
Quando si parla di Gruppo CULTURALE, si intende  “cultura”  intesa in  senso lato come fulcro che fa parte del tessuto connettivo di una comunità, come motore di ricerca-azione, di diffusione di idee e, soprattutto, di valori.
La cultura liberata da quella viscosità cognitiva che impedisce di crescere e di conoscersi.Ma la  cultura vista in modo ampio, senza confini di ordine tematico o ambientale. Come arricchimento reciproco o più semplicemente come motivo per incontrarsi e scambiarsi esperienze e conoscenze, per  rivitalizzare e sensibilizzare il nostro tessuto sociale.Queste sono le linee su cui vogliamo avviarci.L’invito che quindi faccio, è di seguire la vita di questo  gruppo che vogliamo diventi uno spazio comune ed un  momento di incontro e di confronto, nonché occasione per ritrovarsi  e per condividere anche idee ed emozioni.
…….Il nostro gruppo  trova origine nel 2010 da un gruppo di persone che si sono ritrovate in occasione di un dibattito organizzato presso la Sala consiliare, Palazzo Vianelli,  del Comune di Terzo di Aquileia per la giornata internazionale della festa della donna.Si è trattato di uno spazio collettivo sulle donne  e, soprattutto,  per le donne. Un confronto ed un incontro aperto sulle problematiche  ed esperienze quotidiane di donne “comuni” che operano sul territorio e/o sono impegnate ogni giorno in famiglia.Questo evento ha rappresentato un punto di partenza per un “tavolo di dialogo permanente di inter-scambio”,  aperto  ad ulteriori future proposte nonché ad  una rete di crescita comune e di arricchimento reciproco attraverso una condivisione di obiettivi e di intenti.Il successo dell’iniziativa e il gradimento dei partecipanti ci ha spinto, pertanto,  a continuare questa esperienza allo scopo di condividere un percorso di incontro e  scambio su iniziative che coinvolgono il mondo della famiglia, degli adolescenti  o semplicemente il nostro tessuto sociale.
……..Da dove deriva il nome del nostro gruppo denominato “Aganis.” “Miti, fiabe e leggende accompagnano l’umanità fin dai primordi e costituiscono la sua più antica base culturale. La memoria storica e la sapienza popolare si ritrovano in essi come in un terreno di sviluppo e di cultura.
Le leggende, legate ai luoghi, fanno sentire la profondità del radicamento della persona alla sua terra e nella sua storia.”
Uno degli elementi naturali  e di vita, spesso presente nelle leggende locali, è costituito dall’Acqua dove abbondano misteriose creature come streghe acquatiche, lavandaie, sirene. Les Aganis (Le Angane), sono delle ninfe acquatiche, spiriti dei corsi d’acqua tipici della mitologia alpina. Rappresentate in diversi modi, assumono sempre sembianze femminili , in taluni occasioni sono giovani ed attraenti fanciulle, in altre anziane donne, ma sempre assai vispe. Secondo la credenza sarebbero protettrici dei pescatori ed in molte occasioni avrebbero aiutato l’uomo. Si narra, infatti, che avrebbero insegnato alle donne la lavorazione della lana e agli uomini, la trasformazione del latte in formaggio.
…….Cosa si propone il nostro gruppo:
-         la promozione e la diffusione della cultura e dell'arte senza nessun confine di carattere e di gusto.  Tutto poggia sull’arte e la cultura: “La cultura è la passione per la dolcezza e la luce, e (ciò che più conta) la passione di farle prevalere”. M. Arnold 1869
-         - la diffusione della propria attività, anche attraverso l'organizzazione di mostre, eventi/dibattito, pubblicazioni, spettacoli, concerti, rassegne, saggi, seminari, convegni, conferenze, proiezione di films e documenti, spazi di ascolto e di sostegno, tavoli di incontro e discussione, attività di formazione, scambi di informazioni, opinioni, conoscenze sui temi che di volta in volta vi troveranno spazio, nonché qualsiasi altra forma di iniziativa che riesca a sensibilizzare ed arricchire la nostra comunità e il tessuto sociale.
-         Incontri, sostegno allattamento e gravidanza (prox incontro programmato il 7 ottobre presso la Sala consiliare  del Comune di Terzo di A.)
-         Realizzazione di uno “Spazio di Ascolto, Perché, talvolta, si ha semplicemente, l’esigenza di essere ascoltati, di confrontarsi e di sapere che altre persone vivono le tue medesime esperienze.
-         Creazione di “Tavoli di incontro sulla genitorialità”, non si nasce “genitori”, si impara a farlo”.
-         Coinvolgimento bambini (alunni scuola dell’infanzia e scuola primaria) per la conoscenza della cultura, delle tradizioni e del territorio locale
…….Per inaugurare il nostro Gruppo  è stato presentato il volume:
“A Peste, Fame et Bello … - Donne, streghe e benandanti – Vita quotidiana e Inquisizione nel Friuli del XVII secolo“ della scrittrice friulana Enza Chiara Lai. L’inaugurazione si è svolta  venerdì 9 luglio presso la piazzetta della Chiesa di San Martino di Terzo di Aquileia per iniziativa appunto del Gruppo Culturale Aganis e dell’Amministrazione Comunale di Terzo di Aquileia, in collaborazione con il Club Unesco di Aquileia. La presentazione ha rappresentato un evento molto suggestivo visto che, nella struggente ambientazione dei dintorni della chiesetta di San Martino, la lettura ed interpretazione di alcuni brani del libro da parte dell’autrice e di un gruppo di attori,  è stato accompagnato da un sottofondo delle musiche medievali e dalla presenza di figuranti in costume che hanno portato il pubblico a fare un salto temporale all’indietro, all’epoca dell’inquisizione in Friuli. Il libro tratta infatti le vicende delle tre donne vissute nelle campagne della bassa pianura friulana orientale alla fine del ’500. La ricostruzione delle vicende “giudiziarie” di Antonia, conosciuta come la strega di Cervignano, di Pascutta e di Narda, che erano di Muruzzis e si definivano benandanti, ha reso possibile analizzare, attraverso i fatti storici e le vicende sociali che hanno caratterizzato il Friuli in quel periodo, sia la condizione umana delle protagoniste, sia la dimensione dei rapporti economici, sociali e familiari della popolazione che viveva nella bassa pianura orientale alla fine del XVI secolo. Ma il libro racconta anche, e soprattutto, una storia di donne: madri, mogli, streghe, herbarie che non hanno mai avuto voce, ma che attraverso il loro sacrificio e il loro coraggio ci hanno tramandato le credenze e i saperi, le conoscenze e i riti di una cultura antica che in tutti noi perdura e riaffiora.Proprio perché trattato in maniera così particolare il tema della donna, la presentazione di questo libro è stato scelto dal Gruppo Culturale Aganis di Terzo di Aquileia, per il proprio debutto pubblico.…….Vorrei concludere ringraziando di cuore tutti Voi dell’opportunità di condividere questo viaggio simbolico citando una poesia di un poeta  turco, Nazim Hikmet, amico di Neruda, condannato a ventotto anni di carcere. Torturato e costretto alle punizioni più terribili, mentre trascorreva i giorni nell’angusta cella, ha scritto delle poesie, di una bellezza  lirica straordinaria  e struggente , che parlano di una volontà irresistibile nel trasmettere i suoi ideali.La poesia, di seguito riportata, inizia con l’invito a non vivere su questa terra non come un inquilino, come un villeggiante stagionale. Ma amandola e rispettandola. Godendo delle piccole gioie che essa  ti dona.Il poeta turco attraverso i suoi versi parla di se stesso, del suo Paese e dei valori in cui crede saldamente e per i quali ha sacrificato la sua vita.
Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista della natura Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre:credi al grano, alla terra, al mare ma prima di tutto credi all'uomo. Ama le nuvole, le macchine, i libri ma prima di tutto ama l'uomo. Senti la tristezza del ramo che secca dell'astro che si spegne dell'animale ferito che rantola ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo. Ti diano gioia tutti i beni della terra: l'ombra e la luce ti diano gioia le quattro stagioni ti diano gioia ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l'uomo!
Nazim Hikmet - Ultima lettera al figlio
 Con affetto e amicizia,
Maria Grazia Mongiello