(07/07/2010) VIAGGIARE, RACCOMTARE... di Rina Di Giorgio Cavaliere | ||
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Scrivere il diario di un viaggio rappresenta un'esperienza indicativa nella vita di ciascuno di noi, quell'opportunità di godere le bellezze artistiche e naturali in una dimensione di viaggio e non di turismo legato al consumo, anche nelle notti all’aperto rischiarate dalla luna e dalle brillanti stelle. Ci permette di conciliare passato e presente, di integrare il proprio “io”: quello che abbiamo vissuto là e allora, e quello che vive qui e adesso.
Spesso ho dovuto riconoscere il valore culturale del viaggio in quanto conoscenza di sé attraverso “l'altro”, inteso sia come individuo sia come ambiente. L'argomento riguardante viaggi e turismo è molto ampio preferisco, perciò, evitare le descrizioni per lasciare posto alle motivazioni, che ci spingono a lasciare la nostra casa e gli amici per l'incognito, desiderosi solo di godere quel particolare processo di apprendimento, che da essi deriva. La vacanza implica un'esperienza di vita che coinvolge la persona nella sua totalità, quindi deve essere vissuta in maniera completa, oltre che soddisfacente e allettante. Ricordo che il turismo non è solo cultura, ma anche educazione, è necessario seguire regole strutturate e comportamenti codificati, in modo particolare se ci sono dei bambini. Sono stati pubblicati vari codici di condotta, relativi soprattutto ai parchi, con indicazioni che sembrano ovvie per un comportamento civile, ma che occorre tenere presenti: rispettare i residenti e i loro ambienti, adeguarsi alle loro leggi e usanze, rispettare la natura, non dar cibo agli animali, non raccogliere fiori o piante, evitare la tentazione di toccare oggetti di valore e opere d'arte, non incidere o scrivere sui tronchi o sui muri. L'Italia è in grado di offrire il più ampio sistema di promozioni turistiche a livello mondiale, comprendendo la più ricca concentrazione del patrimonio artistico del globo, insieme alla dotazione di elementi naturali e culturali di eccezionale valore. Le cause dei viaggi antichi, risalenti al tempo degli Egizi e dei Greci, erano legate a motivi economici o religiosi. I Greci prima di affrontare l'ignoto si recavano dagli oracoli, che avevano un gran successo. I Romani costruirono ville nei posti più belli come Capri e Tivoli, dove gioivano del sole e della vita campestre, essendo Roma una città caotica e affollata. Nei secoli XVIII e XIX l'Italia era divenuta una delle mete più ambite come testimoniano i grandi letterati, che allora potevano permettersi di viaggiare come Byron. Seguì poi il periodo delle cure termali, quando furono scoperte le potenzialità terapeutiche delle terme, che raggiunsero tanta fama da divenire luoghi molto mondani. Gli abitanti dei paesi del nord ricercavano le rive del Mediterraneo, per sfuggire ai rigori dei loro inverni e per curarsi. Solo alla fine dell'Ottocento fu evidenziato da un medico di Rimini che i bagni di sole e mare si rivelavano benefici per la salute, nacque così la talassoterapia o balneotropia che tanto successo doveva avere negli anni del boom economico italiano, portando un gran numero di famiglie, facilitate dalla diffusione dell'utilitaria, verso le coste marine. A proposito delle cure di sole e mare ricordiamo le “colonie”, gli edifici che ospitavano i bambini bisognosi, i cui genitori non potevano permettersi di lasciare il lavoro per accompagnarli. Le istituzioni che le organizzavano sono ormai scomparse, ma esse hanno svolto un ruolo efficace negli anni della povertà dei due periodi post bellici. Alla fine degli anni trenta si è sviluppato il turismo invernale con la crescita di stazioni sciistiche, tra cui Cortina, che ha ospitato le Olimpiadi invernali nel 1956. Oggi vi sono nuove forme di turismo sportivo, culturale, educativo, gastronomico e le sue frontiere si vanno allargando alla ricerca del nuovo. L'importante, anche per questa estate, che ci accingiamo a vivere, sarà riscoprire il piacere di andare a piedi, di pensare per raccontare, ma sempre con entusiasmo, guardando il mondo con occhi diversi ovunque saremo: in città o nei centri storici, lungo il crinale di una montagna o sulla battigia di una spiaggia deserta alle prime luci dell'alba, seguendo le sponde di un fiume o ammirando il magnifico panorama da una stazione sciistica! di Rina Di Giorgio Cavaliere Tratto da www.stampasud.it | ||