(22/06/2010) FACCIAMO IL VESTITO ALLA CINA di Carmine Granato | ||
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Anche i cinesi hanno scoperto il vestito sartoriale italiano.Attualmente i cinesi molto, ma molto ricchi e quindi potenziali clienti di ottimi prodotti italiani sono quasi 200 milioni.Le Camere di Commercio Italiane sono fortemente impegnate per aiutare le imprese ad esportare in tutto il mondo. Perché non approfittarne? In uno dei miei interventi scrissi che vedrei sorgere molto favorevolmente a Sant’Agata di Puglia una scuola di sartoria maschile e penso che non sia neanche difficile trovare ancora qualche buon maestro di “taglio e cucito” che possa tenere dei corsi di sartoria da uomo. Naturalmente non se ne è fatto nulla almeno per quanto ne so io. L’agenda del paese non la devo dettare io e neanche tocca a me dire cosa i giovani debbano o non debbano fare o studiare. Ma il diritto di riflettere ad alta voce per ora non mi è stato tolto e quindi credo di potere ancora dire che per i giovani di Sant’Agata e dei paesi viciniori la sartoria maschile sarebbe uno sbocco professionale molto interessante e anche altamente remunerativo.Ho letto della scuola per la moda che funziona a Sant’Agata e sarei veramente curioso di sapere in quali settori lavorino gli ex allievi di questa scuola. Altrettanto bisognerebbe fare anche per gli altri corsi di studio. Non certo per soddisfare le curiosità di un cronista impiccione, ma per orientare meglio i ragazzi che dopo le medie scelgono un indirizzo di studio.La sartoria maschile ha riscoperto la classe e la tradizione e i giovani hanno il diritto di sfruttare questa grande opportunità, ma hanno bisogno di un aiuto da parte dei “grandi”. Genitori o amministratori che siano.Ci proviamo? Grazie.
Carmine Granato | ||