(31/05/2010) FOGGIA - PESCINA 1 - 2 FINALMENTE SALVI di Lino Mongiello | ||
Foggia, 30 maggio 2010. Un gol dell’argentino Caraccio quando ormai la retrocessione sembrava inevitabile, fa risorgere il Foggia che, dopo la vittoria dell’andata, si fa sconfiggere incredibilmente dal Pescina. Soltanto che stavolta il medesimo risultato dell’andata (1-2) premia i rossoneri, in virtù della migliore posizione di classifica. E il Foggia sfata, comunque sia, pure con sofferenza, il tabù spareggi. Ma mai come stavolta ha rischiato di sprofondare in seconda divisione. Per fortuna il gol di Caraccio ha evitato che si scatenasse il finimondo visto il tentativo di invasione di campo dopo lo 0-2 a favore degli abruzzesi. Il Foggia affronta il retour-match col Pescina schierando la migliore formazione. Ugolotti s’affida anche stavolta al collaudato 4-1-4-1 per conseguire il risultato utile ad evitare la retrocessione. Milan in porta, Burzigotti e Di Dio centrali. Sulle corsie esterne Micco e Carbone. Agnelli assume il ruolo di play davanti alla difesa e i soliti Desideri, Colomba, Mancino e Millesi a supportare l’unica punta, Ceccarelli. Gli abruzzesi, invece, dopo la batosta sul proprio campo e dopo aver cambiato ancora una volta la guida tecnica, vogliono compiere l’impresa allo Zaccheria. In panchina c’è Di Loreto, già allenatore della “Berretti” che, nonostante infortuni e squalifiche schiera un undici molto esperto. Il Pescina non è per nulla rassegnato alla retrocessione e sin dalle prime battute fa intravedere che venderà cara la pelle. Il Foggia, al contrario, anziché mostrare tranquillità, è molto contratto e nervoso. Gli errori in fase di disimpegno non fanno intravedere nulla di buono. Il primo a cercare seriamente la via della rete è De Angelis (17’) su calcio di punizione ma la sfera sfiora la traversa. Che le gare spareggio rappresentino una sorte di maledizione per i rossoneri se ne ha la conferma ben presto. E’ il minuto 17’ quando di Di Dio e Burzigotti, con due indecisioni regalano un calcio d’angolo agli ospiti. Dalla battuta svetta di testa l’ex Dall’Acqua che gira di testa nella porta difesa da Milan. Il vantaggio galvanizza ancor di più gli abruzzesi che ora credono all’impresa. Sulle ali dell’entusiasmo il Pescina potrebbe fare il bis ma stavolta Dall’Acqua (22’) supera Milan con un pallonetto di scarsa potenza e Carbone può rinviare. Il Foggia solo ora si sveglia dal torpore estivo e in sessanta secondi (28’ e 29’) confeziona due giocate che meriterebbero il gol. Sulla prima Ceccarelli fa la sponda per Mancino ma il tiro non è preciso. Sulla seconda Millesi serve l’accorrente Colomba che al volo manca d’un soffio la porta. Tutto qui il Foggia timoroso e stranamente nervoso. Il Pescina continua con la sua azione martellante e manca ancora il raddoppio con Petitto (30’) su corta respinta di Milan e con Rebecchi (37’) a seguito dell’ennesima incertezza difensiva. Finisce la prima frazione tra i fischi dell’arrabbiatissimo pubblico dello Zaccheria che così disapprova la deludente prestazione della prima frazione, soprattutto per l’atteggiamento tattico assunto. Nella ripresa Mister Ugolotti inserisce Visone per Desideri. I rossoneri scendono in campo con un piglio completamente diverso e riescono a costruire diverse azioni da gol, sventate da un Bifulco in giornata di vena. Il numero uno abruzzese prima si oppone al gran bolide di Mancino (3’). Poi, per due volte dice no ai tentativi di Ceccarelli (7’ e 10’) in rovesciata e poi di potenza. Quantomeno adesso la manovra dei rossoneri è ordinata e costringe gli ospiti a presidiare maggiormente la propria metà campo. Il Foggia cerca costantemente la giocata che possa riequilibrare le sorti della gara per non correre il rischio di vedersi superare dalla formazione abruzzese. Abruzzesi però sempre pericolosi quando si portano in attacco anche perché Di Dio e Micco sono in giornata completamente negativa. Così la prima avvisaglia della possibile debacle rossonera giunge al 20’ ma Dall’Acqua non sfrutta a dovere l’assist di Cipolla. Ma lo stesso Cipolla, poco dopo, da due passi (23’) punisce il presuntuoso Foggia mettendo in rete senza difficoltà la palla dello 0-2 che a questo punto ribalta il punteggio dell’andata. Gol che scatena le ire della tifoseria rossonera che tenta di sfondare un cancello di accesso al terreno di gioco (26’) e costringe il direttore di gara a sospendere il gioco per ben tredici minuti. La gara riprende ma il Foggia non riesce a trovare il minimo varco nella compatta ma lenta difesa ospite. Man mano che passano i minuti la speranza di recuperare diminuiscono sempre più. I rossoneri s’affidano costantemente a lunghi lanci che sono facilmente controllati dalla difesa abruzzese. Ma quando tutto sembra compromesso giunge il gol scaccia-streghe. E’ l’argentino Caraccio (35’), di testa a mettere in rete il cross di Ceccarelli. E’ il gol che ridà ossigeno ai rossoneri che dopo essere sprofondati all’inferno ritornano in … paradiso. Ed ora, raggiunta la salvezza sul campo, la palla passa a quella dirigenziale. FOGGIA - PESCINA VG 1 – 2 Marcatori: 17’ p.t. Dall’Acqua, 23’ s.t. Cipolla, 35’ Caraccio. Foggia (4-1-4-1): Milan 4, Carbone 5, Micco 4, Agnelli 6.5, Burzigotti 5.5, Di Dio 4, Desideri 6 (1’ s.t. Visone 6), Colomba 6 (25’ s.t. Caraccio 6.5), Ceccarelli 6, Mancino 5 (26’ s.t. Morini 5.5), Millesi 6. A disp.: Bindi, Torta, Sgambato, Quadrini. All. Ugolotti 4.Pescina VG (4-4-2): Bifulco 7, Locatelli 6, Cesar 6, Giordano 5, Petitto 5 (41’ s.t. Negro s.v.), Birindelli 5, De Angelis 6, Capparella 6, Dall’Acqua 6 (41’ s.t. Choutos s.v.), Cipolla 6.5, Rebecchi 6. A disp.: Merletti, Di Bella, Bettega, Ferraresi, Mateus. All. Di Loreto 6. Arbitro: Tidona Emanuel di Torino 6.5. 1°Ass.: Fiorucci Luca di Gubbio 6. 2°Ass.: Ridolfi Carlo di Ancona 6. 4° uomo: Coccia Andrea di S. Benedetto del Tronto. Note: Cielo coperto. Terreno in buone condizioni. Spettatori 2500 circa (presenti una quindicina di tifosi abruzzesi. Ammoniti: Mancino, Visone, Caraccio (F), Cipolla, Rebecchi, Giordano (P). Espulso al 43’ s.t. Di Bella dalla panchina. Angoli 4 – 2 per il Foggia . Recuperi p.t. 1’, s.t. 2’. | ||