Un recente sondaggio realizzato dalla Bbc riaccende i riflettori sulla querelle della libertà di Internet.
Una indagine condotta dalla Bbc su ben 27000 utenti adulti di Internet, in 26 Nazioni, porta alla ribalta l'argomento della «libertà di Internet». I risultati del sondaggio, infatti, non solo hanno confermato che l'accesso alla Rete è interpretato come diritto fondamentale degli utenti (lo hanno precisato 4 su 5 intervistati), ma anche che la Rete non dovrebbe essere regolata da alcun organismo istituzionale (lo ha dichiarato la metà degli intervistati). Risultati che hanno fatto il giro del mondo, ricordando a tutti i sostenitori della Rete che Internet è una realtà davvero radicata in un vasto spaccato della società. Per tutti coloro, invece, che adottano una visione più critica nei confronti dell'assenza di regolamentazioni per Internet, il sondaggio dovrebbe spingere a fare un passo indietro, percependo la innata libertà come requisito fondamentale dei valori che appartengono alla Rete.
Lawrence Lessig, sostenitore della libertà della Rete
Il Professor Lessig, docente di diritto alla Stanford Law School e fondatore di Creative Commons, è intervenuto a Palazzo di Monte Citorio, lo scorso 11 marzo, in occasione del convegno «Internet è libertà». Il Prof. Lessig è famoso per essere diventato uno dei più autorevoli sostenitori della libertà della Rete. Nei suoi scritti, Lessig precisa che la libertà di manifestazione all'interno della Rete viene garantita in primo luogo dalla sua «architettura». E' questa struttura la vera forma di protezione della Rete, declinata secondo i canoni dettati dal Primo Emendamento della Costituzione statunitense. Lessig ricorda che la nascita stessa della Rete era improntata sull'assenza di controlli centralizzati. Neppure adesso vi sono argomenti a favore di una regolamentazione di Internet. Ciò va contro alcuni orientamenti politici (o di lobby), che vogliono spingere a una stagione di normative restrittive per la Rete. Lessig ha confermato nel suo intervento alla Camera dei Deputati che Internet incarna «uno strumento in grado di attivare innovazioni impreviste e sconosciute», innovazioni, che alcuni definiscono libertà.
Politica, lobby e censure
E' difficile riassumere gli innumerevoli interventi con cui i Governi vorrebbero (e in alcuni casi sono riusciti a) regolamentare la Rete. Al di là dei casi più evidenti e criticabili, come quello della Cina, la regolamentazione eccessiva dell'accesso a Internet porta malcontento e carenza di informazioni per tutti. Questo è un punto fermo anche per molti schieramenti politici, che si battono per conservare la libertà di Internet. Secondo quanto dichiarato dal Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in occasione della lectio magistralis di Lawrence Lessig, «Internet deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo». Fini ha citato i dati dell'ultimo rapporto dell'Organizzazione non governativa Reporters sans frontiers, secondo cui «dal 2008 al 2009 si è registrato un ampliamento allarmante delle restrizioni sulla Rete. Sono cresciuti del 62% i Paesi colpiti dalla censura, mentre i cyber dissidenti arrestati sono aumentati del 156% (da 59 a 151). Un incremento che si è verificato soprattutto nei Paesi a scarso sviluppo democratico».
Contro tutte le lobby, si è schierata anche l'Unione europea, la quale ha adottato una disposizione secondo cui le misure adottate dagli Stati membri che possono influenzare l'accesso dei cittadini o l'uso di Internet «deve rispettare i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini».
Internet candidato al Premio Nobel per la Pace 2010
L'interesse sempre crescente per Internet, ma soprattutto la quotidiana e pervasiva presenza della Rete nella gestione di tutte le attività personali e interpersonali, costituiscono alcune delle motivazioni per cui Internet è ritenuto un importantissimo medium della Società odierna. Ciò è valso anche a sostenere la sua candidatura per il Premio Nobel per la Pace del 2010. Internet, infatti, non è una mera rete di computer, ma un intreccio di persone, che si connettono fra loro attraverso la più grande piattaforma di comunicazioni che l'umanità abbia mai conosciuto.
di Gerardo Antonio Cavaliere