(22/03/2010)
SALVIAMO IL PONTE ROMANO E IL TERRITORIO


di Carmine Granato

E’ tempo di elezioni, è tempo di promesse.

Non essendo nati ieri, sappiamo che è quasi impossibile mantenere tutte le promesse elettorali.Basterebbe sfogliare i giornali usciti in vista delle elezioni politiche a amministrative che si sono tenute dall’unità d’Italia in poi.In questi 150 anni ne abbiamo sentite di tutti i colori di promesse, ma di realizzazioni non ne contiamo altrettante. E’ la vita. E’ il gioco della propaganda. E’ la politica.Non ci iscriviamo al partito dei qualunquisti o dei disfattisti e avanziamo due precise proposte per salvare il nostro “Ponte Romano” e per evitare che il nostro territorio sia deformato dalle frane con conseguenti tragedie.Di allarme frane a Sant’Agata di Puglia abbiamo sentito parlare da più di mezzo secolo a questa parte e ricordiamo una frana che inghiottì negli anni cinquanta dello scorso secolo un intero condominio che sorgeva non molto lontano da quello che fu il mulino dei fratelli Fredella. In passato le indagini geologiche non si facevano e quindi in caso di frana si costruivano dei muri di contenimento e si credeva di avere risolto il problema; senza tenere conto di ciò che avveniva in profondità. Oggi si hanno altri mezzi tecnologici e sarebbe ora di fare una seria indagine per capire come sia messa Sant’Agata e il suo intero territorio da questo punto di vista. Perché, per esempio, non si cura a dovere il bosco delle Cesine? Perché non si continua a piantare alberi nelle zone a rischio frane? Sarebbe utile conoscere il pensiero dei candidati pugliesi che girano per i paesi a chiedere voti ai cittadini e anche a coloro che occupano posti in parlamento o nelle istituzioni locali e nazionali. Un’altra causa che ci sta a cuore è la salvezza del Ponte Romano che si trova in agro santagatese e che si sta sgretolando perché assolutamente ignorato dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali e dalla politica.
E’ possibile che non si riesca neanche a coprire il ponte con unastruttura che almeno ne arresti la distruzione lenta e definitiva per eutanasia? In altri paesi europei un Ponte Romano avrebbe cure adeguate alla sua importanza perché la Civiltà di un popolo si misura anche attraverso il rispetto che ha per la sua cultura e per il suo passato. C’è qualche candidato disponibile a prendersi l’impegno di sollevare la questione in una sede idonea?Fiduciosi, attendiamo idee e propositi.

Carmine Granato