ACCADIA - Siamo in pieno carnevale e parlare di maschere sicuramente non è fuori luogo, soprattutto quando veniamo coinvolti in un evento di notevole risonanza.
L’uso della maschera si perde nella notte dei tempi ed è difficile risalire alle sue origini. Certo è che esso ha riguardato popoli diversi e lontani tra loro. Nel corso dei secoli la maschera ha assunto ruoli e significati diversi fino a quando è stata associata al carnevale che si celebra nei paesi di tradizione cristiano-cattolica. In tale contesto la maschera assume il potere di capovolgere la realtà, di dare sfogo alla fantasia, di infondere il coraggio di sovvertire schemi e convenzioni sociali. E’ un po’ quello che avviene in tutte le manifestazioni carnevalesche che si svolgono in tutta Italia. Tra i tanti spicca il carnevale di Venezia, unico nel suo genere. Tra gli eventi organizzati per questo carnevale c’è anche un’importante mostra d’arte sul tema La Maschera – Persona e Personaggio – Verità e Apparenza e il mascherarsi, ospitata nella prestigiosa sede Magazzini del sale – Reale società Bucintoro, uno spazio incluso nelle attività della Biennale di Venezia. Curatore della Mostra è il Prof. Alberto D’Atanasio, docente di Storia dell’Arte e Semiologia dei Linguaggi non verbali all’Università di Perugia, che ha curato anche mostre d’arte dell’estate accadiese ed ha avuto modo di scoprire ed apprezzare il nostro paese e la sua gente. Si tratta di una mostra di arte collettiva che si terrà dal 6 al 16 febbraio 2010, in cui 25 artisti, selezionatissimi, di tutta Italia, esporranno una loro opera riflettendo sul tema del concetto di maschera, intesa come “allegoria che nasconde una verità e allo stesso tempo la rivela come nessun altro simbolo potrebbe. L’artista è colui che riesce a fissare e a dare visibilità all’invisibile, a ciò che per definizione non può essere rappresentato con la creatività. Il tema del simbolo della maschera può effettivamente offrire ispirazione più appropriata per la realizzazione dell’opera”. (A. D’Atanasio).
E qui veniamo a noi perché tra questi artisti selezionati figura anche il nostro concittadino Antonio Giordano, Fisioterapista di professione – Artista per hobby. Antonio ha iniziato il suo percorso artistico da autodidatta, coltivando questa sua passione con umiltà, semplicità e riservatezza. Soltanto l’estate scorsa ne siamo venuti a conoscenza a seguito di una sua mostra personale. In tale occasione, casualmente, è stato notato ed apprezzato dal Prof. D’Atanasio e da Vittorio Sgarbi presenti ad Accadia per partecipare ad altri eventi culturali. Questo apprezzamento si è concretizzato con la selezione del suo nominativo tra gli artisti che esporranno le loro opere al Carnevale di Venezia. Il D’Atanasio dice di lui: “Le raffigurazioni di Antonio Giordano sono ispirate da una riflessione sui miti e sui simboli dello spirito, come se l’artista sia colui che dà figura all’invisibile, al misterioso, ma soprattutto alle immagini del trascendente. Giordano compone le sue opere assemblando il legno, scolpendolo e poi unendo parti cromatiche, il tutto armonizzandolo con un talento ed una qualità evidenti. Questo artista riesce a dar voce alla materia grezza e dar figura a cose povere, insignificanti, come se il soffio vitale che creò ogni cosa fosse la vera scintilla che muove Giordano come ogni artista degno di questo nome. In effetti questo artista riesce a dare alle sue opere un’aura che ha il sapore del sogno e insieme quella del desiderio e dell’ignoto”.
Dopo una recensione di tale genere non resta altro che fare i più vivi complementi ad Antonio, invitandolo a coltivare questo suo talento augurandogli di poter raggiungere le mete desiderate. Bravo! Continua a stupirci. Eventi come questi devono farci riflettere e non puntare il dito solo sulle cose che non funzionano nel nostro paese, ma devono servire anche a far crescere in noi l’orgoglio di appartenere ad una comunità che racchiude potenzialità e risorse umane degne di tutto rispetto, di appartenere ad una comunità che sa essere solidale e disponibile verso gli altri, come già dimostrato in varie circostanze.