(12/02/2010) CARNEVALISSIMO 2010: IERI ADULTI E BAMBINI IN MASCHERA PER LE STRADE DI SANT'AGATA Giovedė grasso tutti in piazza con un occhio alla tradizione e uno al divertimento dei pių piccoli di Samantha Berardino | ||
Prima che questa mattina una cospicua spolverata di neve imbiancasse i tetti, ieri pomeriggio Sant'Agata ha festeggiato il giovedì grasso di Carnevale grazie al gruppo 'Trikke Ballakke'. Nonostante le rigide temperature, un gruppo di ragazzi del paese, capitanati da Lucia e Teresa Monaco, al suono della fisarmonica di Maurizio Capano, hanno sfilato per le strade del paese in maschera, sfidando il freddo e la solitudine del paese che, in questo periodo, è abitato soprattutto da anziani. C'erano Biancaneve, Charlie Chaplin, una strega, una nonnina con bastone e persino il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a chiedere, bussando alle porte di parenti e amici o incontrando i passanti per strada 'qualcosa per la maschera!", come si faceva un tempo. Con qualche sorriso e una manciata di coriandoli il gruppo di giovani, con un'iniziativa assolutamente personale e a costo zero, hanno ottenuto seguito e consenso da parte dei numerosi bambini ch e si sono aggregati alla sfilata per le strade del paese, prima di giungere in Piazza XX Settembre per una affollata sessione di danze e balli scatenati. Le origini del carnevale sono antichissime. Oggi si celebra, nella tradizione cattolica, prima dell'inizio della Quaresima. Etimologicamente la parola 'Carnevale' deriva dal latino 'carnem levare', che indicava il banchetto di abolizione della carne che si teneva subito prima del periodo di astinenza e digiuno di preparazione alla Pasqua, sebbene questa festa risalga fino ai Saturnali e ai riti primaverili del mondo antico. Il carnevale rappresenta da sempre una festa del popolo, c he si contrappone alle festività religiose ufficiali. È un momento di stravolgimento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito. Basti pensare al carnevale medioevale, in cui ogni gerarchia decadeva per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro. I servi divenivano padroni per un giorno e viceversa. La festa di giovedì grasso prende origine dal Carnevale di Venezia, giorno in cui si celebrava la supremazia del Doge sul patriarca Ulrico di Aquileia, intorno al 1160. Il popolo e i nobili, quindi, godevano di banchetti luculliani a base di carne di maiale e si divertivano con balli, spettacoli e fuochi pirotecnici. Durante questa celebrazione avveniva l'ormai noto 'Volo dell'Angelo' o della Colombina, che ancora oggi prevede che una leggiadra e avvenente ragazza si libri in volo su Piazza San Marco, appesa a un filo che la sorregge dal Campanile della basilica. Nel nostro paese in passato ragazzini e adulti festeggiavano il Carnevale in questo giorno con giochi, musiche e travestimenti, prima di celebrare, come da tradizione pugliese, il funerale di Re Carnevale il martedì grasso della settimana successiva, ultimo giorno del periodo carnascialesco al confine con la Quaresima. Dopo una processione con le donne (spesso uomini ironicamente travestiti) e le maschere in lacrime, la cerimonia funebre si conclude con un falò in cui si dà fuoco al Carnevale, rappresentato da una figura di cartapesta. Carnevale rappresenta il capro espiatorio che deve essere soppresso perché il male venga eliminato: la scena rappresenta dunque il punto centrale del rito purificatorio. Finita la festa, tutto può ritornare allo status quo, abbandonando maschere, canti, trucchi e scherzi. Il giovedì grasso, invece, era tradizionalmente dedicato alle grandi tavolate di carne succosa e dolci della tradizione, attività nota come 'sfasciare la faccia a Carnevale', festeggiarlo, cioè, nel senso ironico e gergale del 'fargli la festa', come si dice dalle nostre parti. Oltre alla consuetudine del sanguinaccio, delle castagnole e delle tipiche chiacchiere, o frappe, strisce di sfoglia lievitata fritte e cosparse di zucchero a velo, si preparano nodi, girandole, frittelle, ciambelline colorate, speziate, dolci o salate, al cioccolato o alle patate, dal gusto sorprendente come ogni carnevale che si rispetti. L'importante è che le pietanze siano fritte e molto caloriche. D'altronde, come si dice, semel in anno licet insanire (una volta all'anno è lecito impazzire).
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