(22/01/2010)
TRADURRE UNA POESIA IN DIALETTO NON E' UNO SCANDALO


di Carmine Granato

Una maestra di Noventa Padovana, un grazioso paese in provincia di Padova,  è “accusata” di avere chiesto ai bambini di tradurre  una poesia in dialetto.

Intere pagine di giornale per  incoplare la maestra di chissà quali colpe. Nella discussione sono intervenuti anche Carmela Palumbo e Franco Venturella, rispettivamente dirigente regionale e

provinciale del ministero della pubblica istruzione, affermando la piena legittimità dell’operato della maestra.

A noi non interessa  se la maestra abbia agito rispettando  codici e codicilli, ma  ci preme sottolineare che la traduzione dall’italiano al dialetto o viceversa può essere un valido esercizio di comprensione del testo.

E i precedenti, come si dice in burocratese, ci danno ragione. Non sappiamo a quanti sia noto che la

Divina Commedia di Dante Alighieri sia stata tradotta in tutti i dialetti d’Italia e in quasi tutte le lingue del mondo.

Insegnando italiano ci divertivamo a leggere e fare leggere in classe l’inferno dantesco scritto in padovano bifolco e in veneziano. Gli alunni, dopo una iniziale resistenza dovuta alla difficoltà della lettura del dialetto, si entusiasmavano e si divertivano moltissimo. E non pochi tra loro  ci confidavano che la versione in dialetto poteva servire anche per comprendere meglio ciò che Dante aveva scritto.

Chi scrive  è veneto di adozione e confessa candidamente che ogni tanto legge qualche  canto

dell’inferno, del purgatorio o del paradiso tradotto in padovano o in veneziano trovandoli

molto poetici e ricchi di spunti di riflessione.

Magari nelle scuole si dedicasse qualche ora al mese a letture o a rappresentazioni teatrali di questo genere. In questi tempi di anglomania imperante  tutti ci sentiamo in obbligo di usare qualche termine inglese e spesso lo facciamo a sproposito ed in maniera del tutto errata, ma abbiamo quasi del tutto messo in soffitta i nostri dialetti e lingue importanti come il francese.

Leggere Goldoni e amare il dialetto veneziano  non è peccato. Leggere la lingua francese e la sua letteratura non è un delitto. Persino Tony Blair  si è battuto per il ritorno allo studio della lingua francese che in Inghilterra stava per essere completamente abbandonato.

Secondo noi i ragazzi si divertirebbero moltissimo e ne guadagnerebbero in cultura e lessico.

Carmine Granato