Foggia, 17 gennaio 2010.
Il Foggia nello scontro-salvezza con l’Andria fa harakiri ed incappa nella quarta sconfitta casalinga. Lo 0-2 sta molto stretto agli uomini di Papagni che, nell’occasione, fanno un figurone. In 90’ minuti hanno conquistato più di quanto fatto nelle nove trasferte precedenti, cioè la miseria di due punti. E il Foggia confusionario, distratto e poco reattivo ha fatto una figuraccia. E dopo la bella vittoria di Giulianova, ripiomba nel baratro della zona che scotta. Anche perché la differenza tra Foggia ed Andria, oltre che negli uomini in campo s’è evidenziata anche e soprattutto nella guida tecnica. Papagni ha dato una vera lezione tecnico-tattica ai rispettivi dirimpettai. Nel Foggia, squalificati Ferrari e Trezzi, ritrova il posto in squadra Mattioli, apparso vistosamente sovrappeso. Per il resto, piena fiducia agli uomini che hanno vinto a Giulianova. Il derby dei “poveri”, per la deficitaria posizione di classifica delle due pugliesi è interessante sin dalla prime battute. Ma è sorprendemente l’Andria di Papagni, ben disposta in campo, a mettere in difficoltà i rossoneri. La retroguardia dei padroni di casa appare lenta ed impacciata sul terreno di gioco pesante e il duo-colored composto da Sy e Doumbia sembra avere una marcia in più. A centrocampo le solite dolenti note. I soli D’Amico e Velardi non riescono a spezzare le geometrie di Anaclerio e Iennaco e ad ogni ripartenza il Foggia va in tilt. Già al 1’ Sy divora una palla-gol a tu per tu con Bindi che gli respinge il tiro. Rispondono blandamente i satanelli con tiri dalla lunga distanza che non impensieriscono Spadavecchia. Sibilano (8’) di testa sfiora il palo. Il pressing dei rossoneri è disordinato e “spezza” la squadra in due parti dando la possibilità agli ospiti di poter colpire in contropiede. La lentezza di Micco, Carbone, Burzigotti e Goretti è impressionante dinanzi a due “velocisti” quali Sy e Doumbia. Tra i rossoneri, nel grigiore generale sembra in giornata positiva Salgado, ma ben presto anche lui spegenrà i “fari”. Il cileno (28’) ha a disposizione l’occasione del vantaggio ma “appoggia” la sfera tra le braccia di Spadavecchia, dopo una felice triangolazione tra Mancino e Velardi. Sul ribaltamento di fronte, il Foggia si fa cogliere impreparato e subisce il gol. Un innocuo cross dalla sinistra è deviato maldestramente da Bindi e Rizzi deposita comodamente in rete. Il Foggia accusa il colpo e alcuni uomini, anche tra i più esperti, vanno in “bambola”. Da folle è il fallo di mano di Micco (32’) in piena area che è sanzionato con il calcio di rigore. Per fortuna, sul tiro dagli undici metri di Sy (33’) Bindi salva in angolo. Dalla conseguente battuta Pomante sfiora il raddoppio. Il Foggia, per tentare di riequilibrare le sorti della gara, prova ad affidarsi alla verve di Salgado. El Pescador (35’) è ben lanciato da Matioli verso la porta difesa da Spadavecchia ma è fermato irregolarmente da Pomante (ultimo uomo) che viene solo ammonito. E’ sempre l’Andria padrone del campo e in chiusura di tempo ancora Sy (45’) manca lo specchio della porta con un malizioso diagonale. Al duplice fischio del Sig. Palazzino le bordate di fischi dello scarsissimo pubblico dello Zaccheria accompagna le squadre negli spogliatoi. Nella ripresa la musica non cambia. Il Foggia non riesce a costruire la minima azione degna di tale nome e l’Andria è sempre pronta a ripartire pericolosamente. Nel giro di cinque minuti i biancazzurri divorano ben tre palle-gol. Rizzi (2’), Iennaco (3’) e Doumbia (5’) mancano il colpo del ko e fanno venire i brividi al pubblico di fede rossonera. Porta e Pecchia tentano di risolvere i problemi di assetto ricorrendo alle tre sostituzioni. Fuori Colomba, Mattioli e Carbone. Dentro Sgambato, Quadrini e Carraccio. In campo le cose non cambiano. La confusione regna “sovrana” tra i rossoneri e anche dal punto di vista atletico il Foggia è in debito. L’Andria si difende bene e concede pochissimo. L’unica distrazione consente a Salgado (30’), servito da Caraccio, di avere tra i piedi la palla del pari ma, a due metri dalla porta, perde l’attimo della battuta vincente. E’ la sola opportunità della ripresa per una formazione alla “frutta”, completamente allo sbando. L’Andria ringrazia e al 45’ mette la ciliegina sulla torta siglando con Sy (45’) il gol del meritato raddoppio che fa “scappare” i tifosi rossoneri dagli spalti. Una disfatta che complica la strada verso la salvezza, per quanto espresso dalla formazione foggiana e per il calendario in salita che la vedrà in trasferta a Lanciano prima e a Ravenna poi. A fine gara gli andriesi festeggiano tra gli applausi scroscianti del deluso ma molto sportivo pubblico foggiano.
FOGGIA – ANDRIA BAT 0 - 2
Marcatori: 29’ p.t. Rizzi, 45’ s.t. Sy.
Foggia (4-2-3-1): Bindi 6, Carbone 5 (19’ s.t, Caraccio 6), Micco 3, Velardi 6, Burzigotti 5, Goretti 5, Mattioli 3 (15’ s.t. Quadrini 4.5), Colomba 4.5 (1’ s.t. Sgambato 4.5), Mancino 5, Salgado 5, D’Amico 5. A disposizione: Milan, Torta, Delli Carri, D’Agostino. All. Porta 5.
Andria Bat (4-4-2): Spadavecchia 6.5, Pierotti 6, Nicolao 6 (30’ s.t. Di Simone 6), Pomante 6, Sibilano 6, Iennaco 6, Rizzi 6.5 (22’ s.t. Ceppitelli 6), Paolucci 6, Anaclerio 6.5 (38’ s.t. Lacarra s.v.), Sy 6, Doumbia 6.5. A disposizione: Sansonna, Sangarè, Ottobre, Dionigi. All. Papagni 7.
Arbitro: Palazzino Gennaro di Ciampino 5.5.
1°Ass.: Argiento Salvatore di Frattamaggiore 6.
2°Ass.: Santangelo Michele di Salerno 5.5.
Note: Giornata fredda e temperatura rigida. Terreno pesante. Spettatori paganti 2.168, per un incasso complessivo di €. 19.067,00. Ammoniti: Micco, Goretti (F), Sibilano, Iennaco, Doumbia, Nicolao (A). Angoli 7 – 4 per l'Andria. Recuperi p.t. 2’ e s.t. 5’.
Nella foto di Saverio Aprile il penalty neutralizzato da Bindi.
di Lino Mongiello